Invecchiamento attivo. La sfida parte da casa: alleanza tra Confartigianato, ANAP e OIC. Presentato a Casa su Misura il progetto sperimentale che integra imprese artigiane, assistenza socio-sanitaria e tecnologia per favorire l’autonomia degli anziani.
Padova, 18 febbraio 2025. Tra il 2045 e il 2050 l’Italia toccherà il punto massimo della pressione demografica: oltre un terzo della popolazione, circa il 34-35%, avrà più di 65 anni e anche i baby boomer più giovani, nati nel 1964, avranno superato gli 80 anni. Un andamento che riguarda pienamente anche il territorio padovano.
In questo scenario, diventa prioritario favorire la permanenza delle persone nella propria abitazione il più a lungo possibile, sostenendone autonomia, serenità e relazioni attraverso un modello di welfare preventivo e di comunità. A Padova, come nel resto del Paese, la domanda di assistenza è in costante crescita, mentre le risorse per nuove strutture residenziali sono limitate e i costi in aumento.
Di questo e di possibili soluzioni si è parlato nel corso del convegno “La tua casa è a misura del tuo prossimo futuro?”, che si è svolto sabato nell’ambito di Casa su Misura e promosso da Confartigianato Imprese Padova insieme ad ANAP Confartigianato e alla Fondazione Opera Immacolata Concezione (OIC).
Non solo un momento di approfondimento, ma l’avvio di un percorso operativo che mette in rete sistema produttivo, assistenza socio-sanitaria e innovazione tecnologica per consentire alle persone anziane e fragili di restare il più a lungo possibile nella propria casa, in condizioni di sicurezza, autonomia e dignità.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio, che ha sottolineato il valore dell’alleanza tra soggetti diversi: “Abbiamo voluto costruire non semplicemente un convegno, ma un incontro. Un’alleanza che mette al centro le persone prima ancora dei ruoli”.
Nel celebrare gli 80 anni dell’Associazione – nata nel 1946 in un’Italia da ricostruire – Dall’Aglio ha evidenziato come oggi la sfida sia diversa ma altrettanto complessa: l’invecchiamento della popolazione, la fragilità delle reti familiari, la necessità di ripensare i modelli di welfare. “Il compito di un’associazione come la nostra è anticipare i bisogni e costruire reti. Oggi mettiamo il coraggio dell’innovazione al servizio della cura”.
Il progetto, in fase di sperimentazione sul territorio provinciale e rivolto inizialmente ai soci ANAP Padova, integra la rete delle imprese artigiane – dall’edilizia all’impiantistica, dal legno-arredo al biomedicale, fino ai servizi per il benessere – con l’esperienza ultradecennale della Fondazione OIC nell’assistenza alle persone anziane. Un modello che punta a favorire l’invecchiamento attivo e a sostenere chi, pur ancora autosufficiente, vive situazioni di solitudine o fragilità.
Il presidente di ANAP Padova, Lino Fabbian, ha ricordato che l’iniziativa nasce da un percorso già avviato con OIC attraverso una convenzione e sviluppato ulteriormente con il progetto regionale sul Bando Invecchiamento Attivo. “È una doppia opportunità per il nostro sistema associativo: sostenere i soci più fragili e allo stesso tempo valorizzare le competenze delle imprese artigiane, che diventano parte attiva di un welfare di comunità”.
Nel corso dell’incontro Guido Masnata, responsabile delle Reti Generative di Fondazione OIC, ha illustrato le esperienze già operative e i progetti di estensione sul territorio provinciale, anche oltre la rete assistenziale istituzionale. È stata inoltre presentata, a cura del referente di Yourease, una dimostrazione delle potenzialità di strumenti come Alexa Smart Properties, che all’interno della piattaforma Yourease facilita l’accesso a una rete organizzata di servizi e persone a supporto degli anziani.
A chiudere i lavori il direttore generale della Fondazione OIC, Fabio Toso, che ha richiamato i dati allarmanti sull’aumento della domanda di assistenza in RSA in Veneto e in Italia, a fronte della scarsità di personale e degli elevati costi per nuove strutture.
“La casa è il primo luogo di cura – ha dichiarato Toso –. È lì che si gioca la partita dell’autonomia e della qualità della vita. Stiamo costruendo una “Best Practice OIC” per il domicilio, portando competenze, metodo e cultura della cura direttamente nelle abitazioni, prima che il bisogno diventi emergenza. L’obiettivo è prolungare il tempo di permanenza a casa, rafforzando autonomia e relazioni attraverso un modello di welfare preventivo e comunitario”.
L’iniziativa punta a sviluppare un sistema integrato che unisca dimensione socio-sanitaria, interventi tecnici e manutentivi, innovazione digitale e presenza umana, valorizzando le reti territoriali rispetto a soluzioni esclusivamente tecnologiche.
A esprimere apprezzamento per il progetto è intervenuta anche Silvana Bortolami, in rappresentanza di “Rete Utenti per Caso”, che ha salutato positivamente un’iniziativa capace di coinvolgere le realtà associative provinciali impegnate nell’assistenza agli anziani.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: preparare la casa al “prossimo futuro” significa ripensare l’abitare come presidio di autonomia e dignità, trasformando la rete tra associazioni, imprese e terzo settore in una risposta concreta alle sfide dell’invecchiamento.



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