Dieci anni senza il Professor Angelo Ferro: alla Civitas Vitae un incontro per ricordarne la visione.
A dieci anni dalla scomparsa del professor Angelo Ferro, economista, imprenditore e figura centrale nella storia della Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus, la città di Padova si prepara a rendergli omaggio con un momento di riflessione pubblica dedicato alla sua eredità culturale e sociale.
L’appuntamento è fissato per sabato 21 marzo alle ore 9.30 presso la Civitas Vitae Angelo Ferro, nella sala Alba Luigi Tono (via Toblino 53), con l’incontro dal titolo “Un’impresa per la vita e per il bene comune. Angelo Ferro 2016–2026”.
L’iniziativa, promossa dell’economista Giovanni Scanagatta insieme ad Alessandro e Anna Crespi, coinvolge l’UCID e il Movimento Giovani UCID e sarà coordinato da Benedetto Delle Site, presidente nazionale del movimento giovani dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.
L’evento rappresenta un’occasione per ricordare una figura che ha profondamente segnato il pensiero sociale e imprenditoriale italiano e che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del modello della Civitas Vitae: una comunità in cui generazioni diverse, storie diverse e talenti diversi si incontrano, dando vita a uno spazio di relazione e scambio generativo.
Il professor Ferro aveva compreso con grande anticipo che l’invecchiamento della popolazione non sarebbe stato soltanto una questione sanitaria o assistenziale, ma una grande sfida culturale e sociale. Da questa intuizione è nato un approccio capace di innovare profondamente il modo di intendere l’assistenza agli anziani: non più semplicemente case di riposo o luoghi di attesa, ma centri di vita, spazi di incontro e partecipazione in cui ogni persona possa continuare a essere protagonista come cittadino.
Al centro di questa visione vi è una parola semplice ma rivoluzionaria: persona. Non definita dalla sua efficienza o dalla sua produttività, ma riconosciuta nella sua interezza, nella sua dignità e nella sua storia.
È da questa prospettiva che prende forma quello che oggi possiamo definire un umanesimo della fragilità, un approccio che riconosce come la fragilità non sia un limite da nascondere, ma una dimensione profondamente umana capace di generare relazione, solidarietà e crescita sociale.
In questa prospettiva si inserisce anche una riflessione che il professor Ferro ha contribuito a rendere concreta attraverso l’esperienza della Fondazione OIC: la longevità come risorsa e non come peso per la società. Una visione che richiama un nuovo paradigma di welfare, nel quale l’antropocentrismo e il suo distopico alter ego trovano una sintropia capace di trasformarsi in comunità e cura, dando vita a un modello sociale fondato sulla dignità della persona e sulla responsabilità condivisa.
Questa visione continua oggi a guidare la Fondazione OIC, che attraverso la Civitas Vitae promuove un modello di welfare di comunità, fondato sulla sussidiarietà e sulla collaborazione tra istituzioni, cittadini, volontari e professionisti della cura.
Nel corso dell’incontro sono previsti i saluti istituzionali della Fondazione e dell’UCID, seguiti dagli interventi del sottosegretario all’Economia Lucia Albano, dell’economista Leonardo Becchetti, del direttore generale della Fondazione OIC Fabio Toso e da alcune testimonianze di collaboratori e amici che hanno condiviso con Angelo Ferro il suo impegno umano e professionale.
Tra gli interventi istituzionali è previsto anche quello del presidente della Fondazione OIC Andrea Cavagnis, che ricorderà come la visione del professor Ferro abbia contribuito a trasformare il modo di intendere la cura delle persone fragili, promuovendo un modello capace di integrare relazioni, comunità e innovazione.
Oggi la Fondazione OIC prosegue questo cammino grazie a una comunità composta da oltre 1.700 collaboratori e centinaia di volontari provenienti da più di 50 nazioni, uniti da una missione comune: prendersi cura delle persone e contribuire a costruire una società più inclusiva e capace di riconoscere il valore di ogni vita.
L’incontro del 21 marzo non sarà soltanto un momento di memoria, ma anche un’occasione per guardare avanti, rilanciando una visione di impresa e di welfare orientata al bene comune.La cittadinanza è invitata a partecipare.
Articolo di: Eleonora Passarella