Arrivederci Alex. Le parole del Presidente della Fondazione OIC, Andrea Cavagnis: “Ricordare Alex Zanardi significa riconoscere il valore di una persona che ha saputo trasformare lo sport in inclusione, relazione e crescita per tutti.”
“Ricordare Alex Zanardi significa andare oltre la figura del campione e riconoscere il valore profondo di una persona che ha saputo incidere nella società, nella cultura e nella vita di moltissime persone.
Alla Fondazione Opera Immacolata Concezione abbiamo avuto modo di incontrare e accogliere, negli anni, il percorso che Zanardi ha costruito attraverso il progetto Obiettivo3, un’iniziativa che ha trasformato concretamente l’accesso allo sport per le persone con disabilità.
Nei nostri spazi della Civitas Vitae, grazie anche alla collaborazione con la Civitas Vitae Sport Education e all’impegno della sua presidente Silvana Santi, abbiamo ospitato raduni, momenti di reclutamento, campus e attività formative che hanno coinvolto atleti provenienti da tutta Italia.
Si trattava di esperienze intense e autentiche, in cui lo sport diventava strumento di crescita personale, autonomia e relazione. Zanardi ha saputo costruire un modello concreto, capace di mettere a disposizione mezzi, attrezzature e competenze, abbattendo barriere che troppo spesso impediscono alle persone di avvicinarsi alla pratica sportiva.
Ma ciò che più colpiva era il suo approccio umano. Zanardi non si limitava a promuovere lo sport: trasmetteva un modo di stare nella vita. La sua capacità di affrontare gli ostacoli con determinazione, ma anche con leggerezza e positività, ha rappresentato un esempio potente, capace di dare forza e fiducia a tantissime persone, ben oltre il contesto sportivo.
Nei momenti vissuti insieme nella nostra Fondazione, questo si traduceva in una presenza concreta, diretta, coinvolgente: giornate di lavoro, di confronto, ma anche di condivisione, in cui ogni atleta veniva accompagnato non solo sul piano tecnico, ma anche umano.
Il progetto ha permesso, negli anni, di avviare allo sport numerose persone con disabilità, creando una comunità viva e generativa, capace di sostenere percorsi individuali e di aprire nuove prospettive, anche verso traguardi paralimpici.
Il segno che Zanardi lascia è quindi molto più ampio dello sport. È un’eredità che riguarda il modo in cui guardiamo alle fragilità, trasformandole in possibilità, e il modo in cui una persona può diventare riferimento per un’intera comunità. Ha contribuito a cambiare lo sguardo sulla disabilità, rendendola visibile, attiva, protagonista.
Per la Fondazione OIC, che da sempre pone al centro la persona nella sua fragilità, riconoscendola come valore e non come limite, questo incontro è stato naturale e profondamente significativo. La cura, intesa non solo come assistenza ma come relazione, ascolto e accompagnamento, si intreccia con il concetto di resilienza: la capacità di affrontare le difficoltà, trasformarle e trovare nuove possibilità di vita. In questo senso, l’esperienza di Zanardi rappresenta una sintesi potente di ciò che ogni giorno cerchiamo di realizzare. Il suo esempio continua a vivere nelle esperienze che ha generato, nei percorsi delle persone che ha accompagnato e nella cultura dell’inclusione che ha contribuito a rafforzare.
A nome della Fondazione, desidero esprimere la nostra vicinanza alla famiglia e a tutte le persone che hanno condiviso con lui questo cammino. Ma soprattutto voglio sottolineare che il suo insegnamento resta: affrontare le difficoltà con coraggio, con determinazione e con quella straordinaria capacità di trasformare ogni limite in una nuova possibilità.”
Andrea Cavagnis – Presidente Fondazione Opera Immacolata Concezione



