TV7 Con Voi | “Non lasciamo soli gli anziani”: a confronto Fondazione OIC e FNP CISL Veneto per una nuova cultura della longevità.

La solitudine non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. È una fragilità sociale che può essere prevenuta attraverso una rete di relazioni, servizi e comunità.

È questo il messaggio che ha attraversato la puntata di “TV7 Con Voi”, il contenitore di approfondimento dell’emittente TV7, condotto da Elena Cognito, che il 24 giugno 2026 ha dedicato uno speciale al tema “Non lasciamo soli gli anziani”, affrontando una delle principali sfide sociali del nostro tempo: il crescente isolamento delle persone anziane e la necessità di ripensare i modelli di assistenza e di inclusione sociale. 

Ospiti della trasmissione sono stati Fabio Toso, Direttore Generale della Fondazione OIC, Presidente UNEBA Padova e Coordinatore della Commissione Anziani di UNEBA Nazionale, e Tina Cupani, Segretaria Generale FNP CISL Veneto.

Un confronto ricco di dati, esperienze e proposte concrete che ha posto al centro una domanda fondamentale: come costruire una società capace di accompagnare l’invecchiamento senza lasciare sole le persone più fragili?


Una società che invecchia richiede una nuova cultura della cura

La trasmissione, realizzata in occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione contro l’abuso sugli anziani, ha evidenziato come oggi non sia più sufficiente parlare esclusivamente di assistenza sanitaria.

L’invecchiamento della popolazione richiede un cambiamento culturale profondo.

Occorre passare da una logica che interviene soltanto quando emerge la non autosufficienza ad un sistema capace di prevenire la fragilità, valorizzare il ruolo sociale degli anziani e costruire reti territoriali che favoriscano autonomia, relazioni e qualità della vita.

Fabio Toso: “La vera risposta è restituire agli anziani un ruolo sociale”

Aprendo il confronto, il direttore generale della Fondazione OIC, Fabio Toso ha ricordato come gli anziani rappresentino una delle più grandi risorse della nostra società.

Sono le persone che hanno costruito famiglie, imprese, comunità ed economia. Proprio per questo, ha sottolineato, non possono essere considerate soltanto destinatarie di servizi assistenziali.

Il primo grande rischio non è l’età.

È la solitudine.

Quando vengono meno le relazioni aumentano infatti anche le conseguenze sulla salute: alimentazione non corretta, scarsa aderenza alle terapie, depressione, maggiore esposizione agli abusi, perdita di autonomia e peggioramento della qualità della vita.

Durante il suo intervento Toso ha sintetizzato questa visione con una riflessione che rappresenta uno dei messaggi chiave dell’intera trasmissione:

“La soluzione non è trovare agli anziani una sistemazione quando diventano fragili. La vera soluzione è dare loro oggi un ruolo sociale.” 

Secondo il Direttore Generale della Fondazione OIC, la prevenzione passa proprio dalla possibilità di continuare a sentirsi parte attiva della comunità.


Tina Cupani: i dati raccontano una solitudine che non può essere ignorata

Ad offrire il quadro sociale è stata Tina Cupani, Segretaria Generale FNP CISL Veneto, illustrando le ricerche svolte dal sindacato pensionati sul tema della solitudine, dell’ageismo e dell’invecchiamento attivo.

I dati sono significativi.

In Veneto vivono oltre 300.000 persone con più di 75 anni che abitano sole, mentre circa 17.000 anziani si trovano in una condizione di assoluto isolamento, privi di qualsiasi rete relazionale.

Le indagini della FNP CISL Veneto mostrano inoltre come la maggiore preoccupazione non riguardi tanto il vivere da soli oggi, quanto il futuro.

Molti anziani temono infatti:

  • di non ricevere aiuto in caso di emergenza;
  • di non riuscire a gestire la quotidianità;
  • di non poter contare su una rete di sostegno;
  • di affrontare da soli la malattia e la perdita dell’autonomia.

La Segretaria Generale ha inoltre evidenziato come questa vulnerabilità interessi soprattutto le donne, mediamente più longeve e più frequentemente sole negli ultimi anni della vita.


Contrastare l’ageismo significa valorizzare la persona

Tra i temi affrontati da Tina Cupani anche quello dell’ageismo, cioè la discriminazione basata sull’età.

Una cultura che rischia di ridurre l’anziano ad un problema da gestire, anziché riconoscerlo come portatore di esperienza, relazioni e valore sociale.

Per questo, secondo la FNP CISL Veneto, è fondamentale promuovere politiche che favoriscano l’invecchiamento attivo, la partecipazione e la socializzazione, contrastando ogni forma di isolamento.


Le RSA non come punto di arrivo, ma come nodo della rete

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Fabio Toso riguarda il ruolo delle residenze per anziani.

La risposta all’invecchiamento della popolazione non può essere semplicemente costruire nuove RSA.

Occorre invece ripensarne completamente la funzione.

Le strutture devono diventare nodi di una rete territoriale, mettendo a disposizione competenze, professionisti e servizi anche per le persone che continuano a vivere nella propria abitazione.

L’obiettivo è prevenire la perdita dell’autonomia, sostenere le famiglie e accompagnare gli anziani molto prima che l’ingresso in struttura diventi necessario.


Il modello del co-housing: vivere insieme mantenendo autonomia

Tra le esperienze presentate da Fabio Toso vi è il modello di co-housing sviluppato dalla Fondazione OIC.

Una soluzione abitativa che permette agli anziani di mantenere la propria indipendenza all’interno di un contesto protetto, nel quale sono garantiti servizi, relazioni sociali, supporto sanitario e assistenza quando necessario.

Secondo il Direttore Generale della Fondazione OIC questo modello consente di ritardare la perdita dell’autosufficienza, migliorando la qualità della vita e riducendo il ricorso precoce alla residenzialità.

Anche Tina Cupani ha evidenziato come le indagini della FNP CISL Veneto mostrino un crescente interesse verso queste nuove forme dell’abitare, purché siano accompagnate da adeguata informazione e da una forte regia istituzionale.


Una regia pubblica per costruire la rete dei servizi

Uno dei punti di maggiore convergenza tra i due ospiti riguarda il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).

Secondo Fabio Toso gli ATS rappresentano il luogo nel quale costruire una vera governance territoriale capace di mettere in relazione:

  • Comuni;
  • Aziende ULSS;
  • residenze per anziani;
  • servizi domiciliari;
  • volontariato;
  • terzo settore;
  • associazioni locali.

Anche Tina Cupani ha ribadito come proprio i Comuni e gli ATS siano chiamati a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo della domiciliarità e nella costruzione di una rete di protezione sociale realmente efficace.


Prevenire il decadimento cognitivo attraverso le relazioni

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’Alzheimer e del decadimento cognitivo.

Fabio Toso ha ricordato come oggi le evidenze scientifiche dimostrino che la prevenzione passa soprattutto attraverso la stimolazione cognitiva e relazionale.

La solitudine rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio.

Per questo la Fondazione OIC ha attivato uno sportello gratuito dedicato alle famiglie, con l’obiettivo di accompagnare precocemente le persone che iniziano a manifestare i primi segnali di decadimento cognitivo, sostenendo i caregiver e favorendo il più a lungo possibile la permanenza al domicilio.


Dalla coprogettazione alla “cosperimentazione”

Tra gli spunti più innovativi emersi durante la trasmissione vi è il concetto di “cosperimentazione”, proposto da Fabio Toso.

Non limitarsi a progettare insieme nuovi servizi, ma sperimentarli concretamente sul territorio, condividendo competenze, esperienze e capacità innovative tra enti pubblici, terzo settore e realtà sociosanitarie.

Una prospettiva nella quale la Fondazione OIC si propone come partner attivo delle istituzioni per contribuire allo sviluppo di un welfare sempre più vicino ai bisogni delle persone.


Una nuova idea di longevità

Il confronto ospitato all’interno di TV7 Con Voi ha restituito una visione comune.

L’invecchiamento non può essere affrontato esclusivamente come una questione sanitaria.

Richiede una nuova cultura della longevità, capace di integrare prevenzione, assistenza, relazioni sociali, innovazione organizzativa e partecipazione della comunità.

Le esperienze raccontate dalla Fondazione OIC e le analisi della FNP CISL Veneto convergono infatti su un principio fondamentale: la qualità della vita delle persone anziane dipende dalla capacità della comunità di costruire reti di prossimità, servizi integrati e opportunità di relazione, ben prima che emerga la fragilità.

GUARDA LA PUNTATA COMPLETA: https://www.facebook.com/watch/live/?mibextid=wwXIfr&ref=watch_permalink&v=1016726317573193&rdid=aN5OJgcZk9JiPYge


Articolo di: Eleonora Passarella