“DIALOGHI SONORI”: musica, tecnologia e relazione. Al Centro Residenziale OIC Guido Negri di Thiene il progetto innovativo sviluppato dall’Istituto Musicale Città di Thiene nell’ambito della coprogettazione promossa dal Comune.

La musica può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale, stimolazione cognitiva, partecipazione e benessere. È quanto emerso dai progetti sviluppati dall’Istituto Musicale Città di Thiene nell’ambito della coprogettazione promossa dal Comune di Thiene, che negli ultimi mesi hanno coinvolto persone anziane, cittadini over 60 e persone accolte nei centri servizi dedicati alla fragilità dislocati nel territorio, trasformando la cultura in una leva capace di generare valore sociale, relazioni e qualità della vita.

«Il raggio d’azione dell’Istituto si estende in modo significativo anche alla terza età e alle fasce più fragili della popolazione e questo è un importante obiettivo raggiunto dalla coprogettazione avviata», sottolinea Anna Maria Savio, Assessora alle Politiche Educative e Culturali del Comune di Thiene.

Tra le iniziative sviluppate all’interno di questo percorso, particolare rilievo assume Dialoghi Sonori, il laboratorio sperimentale ospitato presso il Centro Residenziale Guido Negri di Thiene della Fondazione Opera Immacolata Concezione, ideato e curato da Matteo Scapin con il supporto degli educatori e degli psicologi della struttura e il sostegno di Inner Wheel Schio-Thiene.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle terapie non farmacologiche e nasce con l’obiettivo di esplorare il potenziale della musica e delle nuove tecnologie come strumenti di benessere, partecipazione e relazione. 

L’esperienza ha coinvolto un campione di 14 ospiti dei Nuclei Nuovi Passi della Fondazione OIC, persone con decadimento cognitivo avanzato (MMSE inferiore a 10) e presenza di disturbi del comportamento. 

Attraverso un percorso basato sull’ascolto musicale, sul canto condiviso e sull’esperienza sonora partecipata, il laboratorio ha offerto nuove occasioni di espressione, coinvolgimento e socializzazione, stimolando le competenze cognitive residue e favorendo la costruzione di nuove relazioni.

I risultati osservati dagli operatori hanno evidenziato elementi particolarmente significativi: una maggiore apertura relazionale tra gli ospiti, un aumento dei tempi di attenzione, una partecipazione più attiva alle attività proposte, incoraggiamenti reciproci durante gli incontri e numerosi gesti spontanei di vicinanza e affetto, come il tenersi per mano durante l’ascolto musicale. Indicatori che confermano come la musica possa rappresentare un ponte comunicativo anche laddove la patologia rende più difficili le forme tradizionali di relazione.

Per la Fondazione Opera Immacolata Concezione, il progetto ha rappresentato un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, realtà culturali e servizi alla persona possa generare nuove opportunità di benessere e inclusione.

«Da settant’anni la Fondazione OIC promuove una cultura della cura che mette al centro la persona e la sua qualità di vita. Progetti come Dialoghi Sonori dimostrano come innovazione, creatività e attenzione alle relazioni possano diventare strumenti concreti di benessere e inclusione anche per le persone più fragili. La musica ha la capacità straordinaria di risvegliare emozioni, ricordi e connessioni profonde, contribuendo a mantenere vivo quel patrimonio di relazioni che rappresenta uno degli aspetti più preziosi della vita di ciascuno. Iniziative di rete come questa permettono di unire competenze professionali, ricerca e umanità, offrendo nuove opportunità di partecipazione e significato ai nostri ospiti», sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale della Fondazione Opera Immacolata Concezione.

A confermare il valore dell’esperienza sono anche le osservazioni raccolte all’interno della struttura.

«Dialoghi Sonori ci ha ricordato quanto la musica possa continuare a parlare alle persone anche quando altre forme di comunicazione diventano più difficili. In particolare, gli ospiti accolti nei Nuclei Nuovi Passi hanno partecipato con interesse ed entusiasmo, mostrando emozioni, attenzione e una forte capacità di entrare in relazione con gli altri attraverso l’esperienza musicale condivisa. Abbiamo visto sorrisi, gesti spontanei di vicinanza, momenti di coinvolgimento e partecipazione che hanno arricchito non solo gli ospiti, ma anche gli operatori che li accompagnano quotidianamente. Esperienze come questa confermano quanto sia importante affiancare alla qualità dell’assistenza percorsi innovativi capaci di valorizzare la persona, le sue emozioni e le sue risorse, anche nelle situazioni di maggiore fragilità», commenta Emanuela Bolamperti, Direttore del Centro Residenziale Guido Negri di Thiene.

Uno degli elementi più innovativi del laboratorio è stato l’utilizzo di strumenti sonori non convenzionali e dispositivi tecnologici sensibili al tocco, in grado di produrre suoni attraverso il contatto fisico e la cooperazione tra le persone, trasformando il gesto e la relazione in esperienza musicale condivisa.

«Il richiamo musicale ha riattivato memorie profonde, ma è stato l’aspetto tattile e tecnologico a fare la differenza. L’uso di strumenti sensibili al contatto ha stimolato una nuova connessione corporea e sonora. Vedere gli ospiti riconoscermi negli ultimi incontri come “quello degli strumenti strani” conferma l’efficacia relazionale e l’impatto di questa esperienza sul loro vissuto quotidiano», dichiara Matteo Scapin, ideatore e conduttore del progetto.

Dialoghi Sonori rappresenta uno dei tre principali progetti sviluppati dall’Istituto Musicale Città di Thiene per la cosiddetta “fascia d’argento”, confermando la volontà del territorio di investire nella cultura come strumento di benessere e inclusione sociale.

Accanto alla sperimentazione realizzata presso la Fondazione OIC, è stato sviluppato “Il Tempo Perfetto”, laboratorio corale annuale realizzato in collaborazione con l’Università Adulti e Anziani di Thiene e rivolto alle persone over 60. Il percorso ha offerto ai partecipanti l’opportunità di apprendere i rudimenti del fare musica insieme attraverso l’uso della voce, dedicando particolare attenzione alla respirazione, alla consapevolezza corporea e alla pratica musicale d’insieme. In questo contesto la musica diventa strumento di aggregazione, crescita personale e inclusione.

«Il laboratorio corale “Il tempo perfetto” ha avuto successo per le componenti che lo costituiscono: la competenza della docente Laura Fabris, la passione per il canto dei partecipanti, il desiderio di mettersi in gioco e di crescere musicalmente e culturalmente. Un laboratorio che ha unito le persone, fatto emergere talenti e consapevolezza delle proprie capacità, creato legami e sintonie, dimostrando che un progetto, per diventare realtà, ha bisogno di sinergia, coinvolgimento, disponibilità e coraggio», afferma Nicoletta Panozzo, coordinatrice dell’Università Adulti e Anziani di Thiene.

La terza esperienza ha coinvolto il Centro Diurno Il Melograno, dove gli anziani hanno partecipato a un percorso dedicato alla riscoperta dei canti della tradizione veneta. Attraverso il canto condiviso, gli ospiti hanno potuto riattivare ricordi, emozioni e frammenti della propria storia personale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e identitario del territorio e contrastando l’isolamento sociale.

«Come titolare di questi percorsi provo una profonda soddisfazione nel vedere l’impatto che la musica d’assieme ha sulla vita delle persone. Sia nel laboratorio annuale con l’Università Adulti e Anziani, sia negli incontri al Centro Diurno Il Melograno, ho visto la voce trasformarsi in uno straordinario ponte di comunicazione. L’alto valore sociale di questi progetti sta proprio qui: nel vedere la musica che diventa inclusione, stimolo cognitivo e benessere, restituendo dignità e gioia attraverso il ricordo e la consapevolezza del proprio corpo. Cantare insieme non è mai solo un esercizio artistico, ma un modo potente per combattere l’isolamento e creare una vera comunità», dichiara Laura Fabris.

I risultati emersi confermano il valore delle sinergie tra amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, realtà socioassistenziali e associazioni del territorio. Un modello di collaborazione che permette di sviluppare progetti innovativi capaci di generare benefici concreti per le persone fragili, le loro famiglie e l’intera comunità.

Per la Fondazione OIC, Dialoghi Sonori rappresenta la dimostrazione che la cura passa anche attraverso la relazione, la partecipazione, il fare rete, l’innovazione e la possibilità di continuare a sentirsi parte di una comunità. Perché anche quando la memoria si affievolisce, l’abbraccio olistico della cura nella sua dimensione anche più innovativa può ancora accendere uno sguardo, evocare un ricordo e creare un incontro. Ed è proprio in questi momenti che la musica diventa una forma autentica di questa.

Articolo di: Eleonora Passarella