Fondazione OIC inaugura la nuova area della Civitas Vitae Nazareth. Nel 70° anniversario della Fondazione si amplia il modello di welfare territoriale: residenzialità, domiciliarità, co-housing, medicina di prossimità, intergenerazionalità e servizi per la comunità in un unico ecosistema di cura.
Non una semplice inaugurazione di nuovi spazi, ma la presentazione di un modello di comunità che guarda al futuro della longevità, della cura e del welfare territoriale.
Venerdì 24 luglio, alle ore 16.00, la Fondazione Opera Immacolata Concezione inaugurerà la nuova area della Civitas Vitae Nazareth – ampliamento di Villa Rosario, in via Nazareth 38/1A a Padova.
Un intervento che si inserisce nel percorso di sviluppo della Fondazione nell’anno del suo 70° anniversario e che rappresenta una delle più significative evoluzioni del modello Civitas Vitae: un ecosistema aperto al territorio nel quale servizi sanitari, sociali, educativi e relazionali convivono per accompagnare la persona lungo tutte le fasi della longevità.
L’evento sarà articolato in un percorso guidato attraverso i diversi servizi della Civitas Vitae Nazareth, seguito dal taglio del nastro e dal momento istituzionale con gli interventi delle autorità civili, sanitarie, religiose e della Fondazione.
Più che inaugurare un edificio, la Fondazione OIC presenterà la sua visione: dimostrare come una residenza possa trasformarsi in un luogo capace di generare salute, relazioni, prevenzione, inclusione e sviluppo sociale, diventando un punto di riferimento permanente per il territorio.
Alla cerimonia inaugurale prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni civili, sanitarie, religiose e del mondo sociale del territorio, a conferma del valore pubblico del progetto e della rete di collaborazione costruita dalla Fondazione OIC.
Tra gli ospiti saranno presenti l’Assessore regionale ai Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative Paola Roma, il Senatore e Questore del Senato della Repubblica Antonio De Poli, il Vicesindaco e Assessore del Comune di Padova Antonio Bressa, il Direttore Generale dell’ULSS 6 Euganea Patrizia Benini, il Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG Padova Andrea Dini e don Luca Facco, Vicario episcopale per le relazioni con il territorio della Diocesi di Padova, che impartirà la benedizione della nuova struttura.
Per l’ULSS 6 Euganea saranno inoltre presenti Stefano Vianello, Direttore dei Servizi socio-sanitari, e Fabio Verlato, delegato dal Direttrore sanitario Elena Debora Toffanello. Parteciperanno inoltre le consigliere regionali Eleonora Mosco e Giorgia Bedin e il consigliere regionale Eric Pasqualon.
A guidare gli ospiti nel corso della giornata saranno il Direttore generale della Fondazione OIC Fabio Toso e la Direttrice della Civitas Vitae Nazareth Lorena Barison. Saranno inoltre presenti i componenti del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Sorveglianza e Indirizzo, i Benemeriti OIC, i direttori e i responsabili dei servizi della Fondazione, le organizzazioni di volontariato, i medici di medicina generale del territorio, le Suore di Don Bosco, i rappresentanti del quartiere Nazareth, i partner e i fornitori della Fondazione, i Cavalieri e numerosi esponenti del tessuto associativo e della comunità locale.
Una storia che continua ad evolversi
La Civitas Vitae Nazareth occupa un posto speciale nella storia della Fondazione OIC.
È proprio qui che Monsignor Antonio Varotto e Nella Maria Berto iniziarono a sviluppare una nuova idea di accoglienza, superando il tradizionale concetto di casa di riposo e immaginando un luogo dove le persone anziane potessero continuare a vivere relazioni, coltivare interessi, partecipare alla vita della comunità e mantenere un ruolo attivo nella società.
Negli anni quella intuizione si è trasformata in un modello riconosciuto a livello nazionale: il progetto Civitas Vitae, fondato sull’integrazione tra servizi, sull’incontro tra generazioni e sulla convinzione che la fragilità non debba essere affrontata soltanto attraverso l’assistenza, ma attraverso una rete di relazioni e opportunità.
L’inaugurazione del 24 luglio rappresenta una nuova tappa di questo percorso evolutivo.
Un ecosistema che accompagna la persona
Oggi la Civitas Vitae Nazareth è una vera infrastruttura di coesione sociale che mette in rete servizi differenti ma complementari, costruiti intorno ai bisogni delle persone e delle loro famiglie.
Accanto alla residenzialità per persone autosufficienti e non autosufficienti convivono appartamenti di co-housing, residence per la longevità attiva, il Centro Diurno Nuovi Passi dedicato alle persone con decadimento cognitivo lieve e moderato, uno sportello di orientamento e sostegno per le famiglie che affrontano le prime fragilità, una Medicina di Gruppo Integrata con medici di medicina generale e pediatria aperta al territorio, il micronido “L’Isola che non c’è”, i servizi domiciliari Civitas Vitae@Home, la Scuola della Domiciliarità e numerosi spazi dedicati alla socializzazione e alla riabilitazione.
È un modello che non attende la fragilità, ma la previene, accompagnando le persone prima, durante e dopo l’eventuale bisogno assistenziale.
Tra gli esempi più significativi vi è il sostegno domiciliare garantito anche alle Suore di Don Bosco, che possono continuare a vivere nella propria comunità grazie ai servizi della Fondazione, dimostrando come sia possibile favorire la permanenza al domicilio attraverso una presa in carico integrata.
La Medicina di Gruppo Integrata, presente all’interno della Civitas Vitae Nazareth, permette invece di toccare con mano anche l’aspetto di presidio di prossimità attivo, favorendo l’integrazione tra medicina territoriale, servizi sociosanitari e assistenza domiciliare e rafforzando la continuità delle cure e la presa in carico della persona, in stretta collaborazione con i medici di medicina generale e con la rete sanitaria del territorio.
L’intergenerazionalità come metodo di cura
Uno degli elementi distintivi della Civitas Vitae Nazareth è il dialogo quotidiano tra generazioni.
Il micronido “L’Isola che non c’è”, presente all’interno del complesso, permette ai bambini di condividere momenti di attività con gli ospiti della struttura e con le persone che frequentano il Centro Diurno Nuovi Passi.
Questi incontri rappresentano molto più di semplici attività ricreative: costituiscono un vero strumento terapeutico e relazionale, capace di stimolare memoria, emozioni, comunicazione e partecipazione, contribuendo al benessere delle persone con decadimento cognitivo e offrendo ai più piccoli un’esperienza educativa fondata sul valore dell’incontro, del rispetto e della solidarietà tra generazioni.
La nuova area di Villa Rosario
Cuore dell’inaugurazione sarà la nuova area residenziale realizzata nell’ambito dell’ampliamento di Villa Rosario.
Il nuovo edificio offrirà 47 nuovi posti letto, organizzati in 32 camere singole e 8 camere doppie, una configurazione fortemente innovativa che privilegia la qualità dell’abitare, la privacy e la personalizzazione dell’assistenza.
La scelta di realizzare una prevalenza di camere singole rappresenta un elemento distintivo rispetto ai modelli tradizionali di residenzialità e testimonia la volontà della Fondazione di investire in ambienti sempre più vicini alle esigenze delle persone.
La nuova struttura comprende inoltre una grande palestra riabilitativa, nuovi spazi comuni e un giardino terapeutico-protesico, progettato specificamente per accompagnare le persone con decadimento cognitivo attraverso percorsi sensoriali, riferimenti urbani e ambienti che favoriscono orientamento, autonomia e stimolazione cognitiva.
L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di efficientamento energetico e riqualificazione dell’intero complesso Nazareth, confermando l’impegno della Fondazione verso modelli di sviluppo sostenibili dal punto di vista ambientale, gestionale e sociale.
Un nuovo parco per tutta la città
Tra gli elementi più innovativi del progetto vi è il futuro Parco Intergenerazionale di via Nazareth, che nascerà grazie alla collaborazione tra Fondazione OIC e Comune di Padova.
L’area verde sarà trasformata in uno spazio aperto, inclusivo e privo di barriere architettoniche, pensato per essere vissuto dagli ospiti della Fondazione, dai bambini, dalle famiglie e dall’intera cittadinanza.
Il parco rappresenterà un nuovo luogo di incontro, socializzazione e benessere, rafforzando il legame tra la Civitas Vitae Nazareth e il quartiere e confermando la volontà della Fondazione di generare valore pubblico attraverso partnership con le istituzioni e il territorio.
Il progetto si inserisce inoltre nelle iniziative di rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale promosse dalla città, contribuendo alla costruzione di spazi verdi condivisi e accessibili.
Un percorso per raccontare il futuro della cura
L’inaugurazione sarà costruita come un percorso esperienziale.
A partire dalle ore 16.00, le autorità e gli ospiti saranno accolti nella hall della Residenza Casa dei Fondatori e visiteranno il Centro Diurno Nuovi Passi, dove potranno assistere alle attività intergenerazionali insieme ai bambini del Centro Infanzia, gli appartamenti del residence dedicati alla longevità attiva e al co-housing, lo Sportello Nuovi Passi e la Medicina di Gruppo Integrata.
Durante il percorso sarà illustrato anche il progetto di assistenza domiciliare rivolto alle Suore di Don Bosco, testimonianza concreta di un modello di presa in carico capace di sostenere la permanenza delle persone all’interno della propria comunità.
La visita proseguirà attraverso gli spazi della Casa dei Fondatori, la nuova area residenziale di Villa Rosario, la palestra riabilitativa, il giardino terapeutico-protesico e le nuove camere.
Il percorso consentirà di comprendere concretamente come ogni servizio sia parte di un unico progetto di presa in carico della persona, fondato sull’integrazione tra assistenza, prevenzione, relazioni e comunità.
Alle ore 17.00, presso l’ingresso del nuovo stabile, si terrà il taglio del nastro alla presenza di Fabio Toso, Antonio Bressa, Paola Roma, Antonio De Poli e dell’ospite centenaria della Fondazione Ida Artuso. Seguiranno la benedizione impartita da don Luca Facco e la fotografia ufficiale con le autorità e la direzione della Fondazione.
Gli ospiti si trasferiranno quindi nella sala polivalente, dove, a partire dalle ore 17.15, è previsto un momento di intrattenimento musicale al pianoforte. Alle ore 17.20 sarà proiettato il filmato storico della Fondazione OIC, seguito dal saluto del Direttore generale Fabio Toso e dagli interventi istituzionali di Patrizia Benini, Antonio Bressa, don Luca Facco, Paola Roma e Antonio De Poli.
Le conclusioni e i ringraziamenti della Fondazione OIC sono previsti alle ore 18.30. A seguire si terranno l’aperitivo e il brindisi nella zona bar e nell’atrio della Civitas Vitae Nazareth.
Un investimento nel futuro della comunità
Con questo intervento la Fondazione OIC conferma la propria capacità di interpretare i cambiamenti demografici e sociali trasformandoli in opportunità di innovazione.
La Civitas Vitae Nazareth non rappresenta semplicemente una struttura residenziale, ma un luogo nel quale la longevità diventa partecipazione, la fragilità incontra una comunità competente e accogliente, i servizi dialogano tra loro e il territorio entra a far parte della vita quotidiana della Fondazione.
A settant’anni dalla sua nascita, la Fondazione OIC continua così ad evolvere il proprio modello di cura, confermando la volontà di costruire comunità nelle quali la qualità della vita delle persone, la prossimità dei servizi, l’integrazione tra generazioni e la collaborazione con le istituzioni rappresentano il fondamento di un nuovo welfare capace di rispondere alle sfide del futuro.
Il percorso offrirà inoltre l’opportunità di osservare da vicino alcune delle esperienze più rappresentative del modello Civitas Vitae: le attività intergenerazionali tra gli ospiti del Centro Diurno e i bambini del micronido, gli appartamenti dedicati al co-housing e alla longevità attiva, gli spazi della Medicina di Gruppo Integrata, lo Sportello “Nuovi Passi” dedicato al sostegno delle famiglie che affrontano le prime fragilità cognitive e il progetto di assistenza domiciliare che consente anche alle Suore di Don Bosco di continuare a vivere nella propria comunità grazie ai servizi della Fondazione OIC.
Andrea Cavagnis
Presidente Fondazione OIC
«Quella che inaugureremo il 24 luglio non è semplicemente una nuova area del nostro centro servizi, ma un nuovo modo di intendere la cura. La Civitas Vitae Nazareth rappresenta l’evoluzione di una visione iniziata sessant’anni fa proprio in questo luogo: costruire comunità capaci di accompagnare la persona in ogni fase della vita, mettendo al centro dignità, relazioni e partecipazione. Oggi la Fondazione OIC rinnova quella stessa intuizione, dimostrando che il futuro dell’assistenza nasce dall’incontro tra innovazione, solidarietà e responsabilità condivisa. Questo intervento rappresenta un investimento non soltanto per i nostri ospiti, ma per l’intera comunità padovana, perché una società che si prende cura delle persone più fragili costruisce benessere per tutti.»
Fabio Toso
Direttore Generale Fondazione OIC
«La nuova area della Civitas Vitae Nazareth racconta concretamente l’evoluzione della Fondazione OIC: un ecosistema di servizi che mette in rete residenzialità, co-housing, domiciliarità, medicina di prossimità, centro diurno, intergenerazionalità e prevenzione. È una risposta concreta ai cambiamenti demografici e sociali che stiamo vivendo. Oggi la sfida non è semplicemente assistere le persone quando diventano fragili, ma accompagnarle molto prima, sostenendo le famiglie, valorizzando le autonomie residue e costruendo una comunità capace di prendersi cura delle persone lungo tutto il percorso della longevità. È questa la direzione che la Fondazione OIC continuerà a perseguire insieme alle istituzioni e al territorio.»
Lorena Barison
Direttrice Civitas Vitae Nazareth
«La Civitas Vitae Nazareth è prima di tutto una comunità. Ogni ambiente, ogni servizio e ogni nuovo spazio nasce per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone che ogni giorno vivono questa realtà. La nuova residenza, con l’elevata presenza di camere singole, la palestra riabilitativa, il giardino terapeutico-protesico e i nuovi servizi rappresenta un’evoluzione importante del nostro modo di accogliere, ma ciò che rende davvero speciale questo luogo sono le relazioni che ogni giorno si costruiscono tra ospiti, famiglie, professionisti, bambini e territorio. È questa rete di persone che trasforma una struttura in una casa e una comunità in un luogo di vita.»
Articolo di: Eleonora Passarella
