Civitas Vitae Nazareth, inaugurata la nuova area. Nel 70° anniversario della Fondazione, il taglio del nastro dell’ampliamento di Villa Rosario ha raccontato un modello di welfare territoriale che integra residenzialità, domiciliarità, co-housing, medicina di gruppo, intergenerazionalità e servizi aperti alla comunità.Civitas Vitae Nazareth, inaugurata la nuova area.
Padova, 24 luglio 2026 – Non soltanto l’inaugurazione di una nuova area del Centro Servizi OIC di via Nazareth, ma un viaggio attraverso un ecosistema di cura, relazioni e servizi costruito intorno alle persone, alle famiglie e al territorio.
La Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS ha inaugurato il 24 luglio la nuova area della Civitas Vitae Nazareth, realizzata nell’ambito dell’ampliamento di Villa Rosario, in via Nazareth 38/1A a Padova.
Una tappa particolarmente significativa nell’anno del 70° anniversario della Fondazione OIC, che amplia e rafforza un modello di welfare capace di mettere in relazione residenzialità, domiciliarità, prevenzione, medicina di gruppo, sostegno alle famiglie, intergenerazionalità e partecipazione della comunità.
La giornata è stata costruita come una vera esperienza immersiva nel modello Civitas Vitae OIC.
Autorità, rappresentanti delle istituzioni, professionisti, partner e ospiti hanno attraversato i diversi luoghi della Civitas Vitae Nazareth, osservando direttamente come ogni servizio sia parte di un unico progetto di accompagnamento della persona lungo tutte le fasi della longevità.
Il percorso si è concluso con il taglio del nastro della nuova area residenziale, la benedizione della nuova area della struttura e il successivo momento istituzionale, durante il quale sono stati approfonditi il valore dell’intervento e il ruolo che Civitas Vitae Nazareth contribuisce a definire nello sviluppo di un welfare sempre più prossimo, integrato e aperto al territorio.
Un’inaugurazione che racconta un ecosistema
L’esperienza è iniziata nella hall di Casa dei Fondatori, luogo fortemente simbolico nella storia della Fondazione OIC.
Da qui le autorità e gli ospiti hanno intrapreso un percorso attraverso alcuni dei servizi più rappresentativi della Civitas Vitae Nazareth, partendo dal Centro Diurno Nuovi Passi, dove hanno potuto assistere alle attività condivise tra le persone anziane e i bambini del Centro Infanzia.
Un incontro tra generazioni che non rappresenta soltanto un momento ricreativo, ma una parte integrante del modello di cura della Fondazione: la relazione con i bambini, il gioco, la condivisione e la partecipazione diventano strumenti capaci di stimolare memoria, emozioni, comunicazione e benessere.
Il valore di questa esperienza è stato sottolineato dal Vicesindaco e Assessore del Comune di Padova Antonio Bressa:
«Durante il percorso abbiamo visto strutture all’avanguardia e soluzioni molto interessanti per stimolare gli ospiti, ma porto a casa soprattutto un’immagine molto potente: l’incontro tra gli anziani e i bambini dell’asilo, mentre interagivano insieme. È un messaggio e, allo stesso tempo, uno stimolo straordinario per la vita attiva delle persone nella terza età. Questo incontro tra generazioni è quasi commovente ed è la cosa più importante che porto con me».
La visita è proseguita negli appartamenti del residence dedicati alla longevità attiva e al co-housing, dove gli ospiti hanno incontrato alcune delle persone che vivono quotidianamente questi spazi.
Il modello abitativo proposto dalla Fondazione permette di mantenere autonomia, relazioni e sicurezza, offrendo contemporaneamente la possibilità di accedere a una rete di servizi e di sostegno modulata sulla base dell’evoluzione dei bisogni.
A soffermarsi sul valore dell’autonomia è stata la consigliera regionale Giorgia Bedin:
«L’esperienza che più mi ha colpito è stata l’incontro con una signora di novant’anni che vive nel co-housing. Aveva una brillantezza incredibile negli occhi e una grande capacità di stare insieme agli altri. Da questo incontro si comprende quanto l’autonomia possa rappresentare una delle cifre fondamentali della longevità e quanto sia necessario creare strutture come questa. Vivere a lungo deve significare vivere in maniera dignitosa e autonoma il più possibile. Vedere qui realizzato questo modello ci dimostra che può essere replicato per offrire ai nostri anziani una vita dignitosa e integrata con la comunità».
Il percorso ha coinvolto anche lo Sportello Nuovi Passi, punto di orientamento e supporto pensato da OIC e rivolto alle persone e alle famiglie che affrontano le prime fragilità cognitive, operativo alla Civitas Vitae Nazareth proprio dal 24 luglio.
Tra i servizi visitati anche la Medicina di Gruppo Integrata, presidio sanitario aperto alla comunità e parte integrante della rete territoriale presente all’interno della Civitas Vitae Nazareth.
A illustrare il valore della medicina di prossimità è intervenuto Andrea Dini, Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG Padova, richiamando l’importanza dell’integrazione tra medici di medicina generale, servizi sociosanitari, famiglie e territorio.
Dalla residenzialità alla domiciliarità
Uno dei passaggi più significativi della visita ha riguardato anche il progetto di assistenza domiciliare rivolto alle Suore di Don Bosco, che possono continuare a vivere all’interno della propria comunità grazie al supporto dei servizi della Fondazione OIC.
L’esperienza dimostra come la presa in carico non debba necessariamente coincidere con l’ingresso in una struttura residenziale, ma possa svilupparsi anche attraverso interventi domiciliari capaci di sostenere le persone nel proprio ambiente di vita.
La domiciliarità, in questa prospettiva, non costituisce un servizio isolato, ma una componente di un sistema più ampio nel quale residenza, territorio, famiglie, professionisti e comunità collaborano per costruire risposte personalizzate e garantire continuità assistenziale.
È questo uno dei principali elementi distintivi del modello Civitas Vitae: non attendere che la fragilità diventi emergenza, ma intervenire prima, accompagnando la persona e il suo nucleo familiare durante l’intero percorso della longevità.
La nuova area residenziale di Villa Rosario
Il cuore della giornata è stato rappresentato dalla visita alla nuova area residenziale realizzata nell’ambito dell’ampliamento di Villa Rosario.
Il nuovo edificio mette a disposizione 47 nuovi posti letto, distribuiti in 32 camere singole e 8 camere doppie.
Una configurazione fortemente orientata alla qualità dell’abitare, alla privacy e alla personalizzazione dell’assistenza, che supera la tradizionale concezione della struttura residenziale per avvicinarsi sempre di più all’idea di casa.
La prevalenza delle camere singole permette infatti di tutelare maggiormente l’intimità della persona, valorizzandone abitudini, storia e individualità, senza rinunciare agli spazi condivisi, alle relazioni e alla dimensione comunitaria.
La nuova area comprende inoltre una grande palestra riabilitativa, nuovi ambienti comuni e un giardino terapeutico-protesico, progettato per accompagnare le persone con decadimento cognitivo attraverso percorsi sensoriali, riferimenti riconoscibili e spazi capaci di favorire orientamento, autonomia, movimento e stimolazione cognitiva.
L’intervento rientra in una più ampia azione di riqualificazione ed efficientamento energetico del complesso Nazareth, confermando l’impegno della Fondazione verso una sostenibilità che coinvolge contemporaneamente la dimensione ambientale, sociale e organizzativa.
Il taglio del nastro insieme alla comunità
Al termine del percorso esperienziale, le autorità e gli ospiti si sono riuniti davanti all’ingresso del nuovo stabile per il momento ufficiale del taglio del nastro, affidato a una delle ospiti centenarie della Fondazione e socia del Club Over 100, la signora Luciana Graziero.
La presenza della centenaria ha conferito al momento inaugurale un significato particolarmente rappresentativo: accanto alle istituzioni, una persona capace di incarnare concretamente la storia, la longevità e la comunità della Fondazione OIC.
Dopo il taglio del nastro, don Luca Facco, Vicario episcopale per le relazioni con il territorio della Diocesi di Padova, ha impartito la benedizione alla nuova struttura, richiamando la centralità della persona e la responsabilità dell’intera comunità nei confronti delle fragilità.
Le istituzioni insieme per un nuovo welfare territoriale
La giornata è proseguita nella sala polivalente della Civitas Vitae Nazareth, accompagnata da un momento musicale al pianoforte e dalla proiezione di un filmato dedicato alla storia della Fondazione OIC.
Le immagini hanno ripercorso un cammino lungo settant’anni, mettendo in relazione l’intuizione originaria dei fondatori con l’attuale evoluzione del modello Civitas Vitae.
Un percorso nato dalla volontà di superare il tradizionale concetto di casa di riposo e costruire luoghi nei quali le persone anziane potessero continuare a vivere relazioni, partecipare alla comunità e mantenere un ruolo attivo nella società.
Ad aprire il momento istituzionale è stato il Direttore generale della Fondazione OIC Fabio Toso, che ha richiamato il valore strategico dell’intervento e la necessità di costruire servizi sempre più integrati:
«Oggi abbiamo mostrato concretamente che cosa significhi essere una Fondazione viva: una storia che continua a progredire, a creare nuovi servizi e ad affrontare i nuovi bisogni delle persone. Nel nostro settantesimo anniversario abbiamo voluto testimoniare tutto questo realizzando una nuova realtà. È la dimostrazione di un’imprenditorialità sociale non profit capace di generare bene comune. Alle istituzioni chiediamo di coinvolgerci, mettendo a disposizione le nostre esperienze, la nostra volontà e la nostra passione per sperimentare nuove soluzioni. I nostri settant’anni di storia sono un patrimonio che vogliamo condividere per costruire nuove risposte ai nuovi bisogni».
È quindi intervenuta Patrizia Benini, Direttore generale dell’ULSS 6 Euganea, che ha approfondito il valore dell’integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e territoriali:
«All’OIC abbiamo visto una realtà di accoglienza nella quale l’anziano è vicino al bambino, gli ambienti sono pensati per stimolare le persone e la socializzazione diventa parte della cura. Qui è presente anche la Medicina di Gruppo Integrata e vediamo quindi una struttura aperta alla popolazione e alla società, capace di offrire diversi livelli di risposta. L’obiettivo deve essere fare in modo che ogni persona e ogni famiglia sappiano dove rivolgersi e possano trovare una risposta o essere correttamente orientate. La società deve pensare a modelli organizzativi che garantiscano agli anziani di oggi serenità e la possibilità di sentirsi a casa».
Il Vicesindaco e Assessore del Comune di Padova Antonio Bressa ha sottolineato il ruolo della Civitas Vitae Nazareth all’interno della città e il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio:
«La progettualità che stiamo sviluppando è pienamente in linea con lo spirito della Fondazione OIC e con una storia lunga settant’anni, caratterizzata dall’integrazione delle persone anziane con le altre generazioni e dall’apertura dei servizi alla comunità. Il Comune di Padova metterà a disposizione della Fondazione OIC l’area a verde pubblico confinante con la Civitas Vitae Nazareth, sulla quale la Fondazione progetterà e realizzerà un parco tematico intergenerazionale, inclusivo, accessibile e privo di barriere, aperto agli anziani, ai bambini, alle famiglie e all’intera cittadinanza. Sarà uno spazio all’aria aperta capace di favorire l’incontro tra generazioni e di rafforzare il legame tra la Civitas Vitae Nazareth, il quartiere e la città. Dal rapporto con Fondazione OIC e dal suo modello possiamo costruire molto anche per il resto di Padova».
La consigliera regionale Eleonora Mosco ha posto l’attenzione sulla longevità, sulla dignità degli anziani e sul valore del lavoro quotidiano svolto dagli operatori:
«Il vero tema del nostro tempo è la longevità e l’invecchiamento attivo: un grande risultato per la società, ma anche la più importante sfida che le istituzioni devono affrontare.
Dobbiamo trasformare l’invecchiamento da problema a opportunità e rendere l’anziano non più un soggetto passivo, ma una risorsa da valorizzare. Questa è la vocazione della Regione Veneto ed è la vocazione della Fondazione OIC, che da settant’anni accompagna e si prende cura di tantissime persone».
«Un ringraziamento particolare va agli operatori, perché ogni loro gesto cambia la vita degli anziani e offre un grande sollievo alle famiglie. Affidare la persona più cara a una struttura come questa può sembrare una rinuncia, ma consegnarla nelle mani di professionisti competenti e attenti rappresenta uno dei più grandi atti d’amore che si possano compiere».
Il Senatore e Questore del Senato della Repubblica Antonio De Poli ha evidenziato il valore sociale e istituzionale di una progettualità capace di coniugare storia, innovazione e attenzione alle persone più fragili:
«Civitas Vitae significa aprirsi alla comunità e accogliere sia le persone che hanno bisogno di assistenza sia quelle autosufficienti che desiderano vivere in modo indipendente, senza rinunciare alla sicurezza. Gli appartamenti permettono di mantenere libertà e autonomia, con la tranquillità di sapere che, in caso di bisogno, si può contare su una struttura protetta».
«Questo è il futuro di una società profondamente cambiata, nella quale sempre più persone hanno bisogno di sentirsi sicure. Il modello dell’OIC deve essere preso come esempio e portato anche in altri territori, perché significa dare vita, sicurezza, futuro, tranquillità e un sorriso a quelli che sono stati i nostri papà e le nostre mamme».
Nel corso del momento istituzionale è stato inoltre richiamato il contributo della Direzione sanitaria e sociosanitaria dell’ULSS 6 Euganea, dei consiglieri regionali, degli organi di governo della Fondazione, dei direttori e dei responsabili dei servizi, delle organizzazioni di volontariato, dei professionisti, dei medici di medicina generale e delle numerose realtà associative coinvolte.
La visione della Fondazione OIC
L’inaugurazione ha rappresentato anche l’occasione per riaffermare la visione che da settant’anni guida la Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS.
Il Presidente della Fondazione OIC Andrea Cavagnis ha ricordato il significato dell’intervento nel percorso storico e valoriale dell’Ente:
«Nel settantesimo anniversario della Fondazione, nata nel 1956 grazie all’intuizione dei nostri fondatori, abbiamo voluto dare un nuovo significato al concetto di Civitas Vitae: prendersi cura e assistere a 360 gradi le persone in difficoltà, offrendo a ciascuno i servizi di cui ha bisogno e che merita».
«Abbiamo sviluppato una realtà che integra due residenze e offre servizi innovativi: il Centro Nuovi Passi, la palestra aperta non soltanto agli ospiti, il giardino sensoriale, i servizi ambulatoriali, la medicina di base e l’asilo, testimonianza concreta dello spirito intergenerazionale che anima le nostre strutture».
Il Presidente ha quindi richiamato uno dei principi fondamentali che orientano l’azione della Fondazione:
«Vogliamo essere protagonisti del benessere delle persone più fragili e offrire loro una progettualità. Diciamo sempre che la differenza tra vivere e sopravvivere consiste nell’avere un progetto. Vivere significa poter progettare il domani e il proprio futuro, per lungo o breve che sia. Ogni persona ne ha diritto e noi abbiamo il dovere di renderlo possibile».
Una visione che trova nella Civitas Vitae Nazareth una delle sue espressioni più complete: non una somma di servizi distinti, ma una comunità nella quale ogni luogo e ogni professionalità concorrono alla qualità della vita delle persone.
La Direttrice della Civitas Vitae Nazareth Lorena Barison ha accompagnato autorità e ospiti durante il percorso, illustrando l’organizzazione della nuova residenza, il valore delle camere singole, della palestra, del giardino terapeutico e degli spazi nei quali ospiti, familiari, professionisti, bambini e territorio possono incontrarsi e costruire relazioni.
Un luogo aperto al quartiere e alla città
La Civitas Vitae Nazareth non è concepita come uno spazio separato dal contesto urbano, ma come un’infrastruttura sociale aperta e in dialogo con il quartiere.
Questa prospettiva troverà un’ulteriore evoluzione nel futuro Parco Intergenerazionale di via Nazareth, che sorgerà su un’area a verde pubblico messa a disposizione dal Comune di Padova.
La Fondazione OIC curerà la progettazione e la realizzazione del parco tematico intergenerazionale, trasformando l’area in uno spazio inclusivo, accessibile e privo di barriere architettoniche, destinato agli ospiti della Fondazione, ai bambini, alle famiglie e all’intera cittadinanza.
Il parco rafforzerà ulteriormente il rapporto tra la Civitas Vitae e il territorio, generando nuove occasioni di incontro, socializzazione, movimento e benessere.
Una progettualità che dimostra come gli interventi dedicati alla longevità possano diventare anche strumenti di rigenerazione urbana e di costruzione della coesione sociale.
Un modello che accompagna l’intero percorso della longevità
La nuova area non costituisce pertanto un intervento isolato, ma un ulteriore tassello di un sistema nel quale convivono la residenzialità per persone autosufficienti e non autosufficienti, gli appartamenti di co-housing e il residence per la longevità attiva, il Centro Diurno Nuovi Passi, lo sportello di orientamento rivolto alle famiglie, la Medicina di Gruppo Integrata, il micronido “L’Isola che non c’è”, i servizi domiciliari Civitas Vitae@Home, il corso di formazione per assistenti familiari, gli spazi riabilitativi e i luoghi dedicati alla socializzazione.
Servizi differenti ma complementari, collegati da un’unica idea: accompagnare la persona prima, durante e dopo l’eventuale insorgenza della fragilità, sostenendo contemporaneamente la famiglia e valorizzando tutte le autonomie ancora presenti.
La Civitas Vitae Nazareth diventa così un luogo nel quale la longevità non è considerata soltanto dal punto di vista assistenziale, ma come una fase della vita da vivere attraverso relazioni, opportunità, prevenzione, partecipazione e cittadinanza.
Un investimento per il futuro della comunità
Con l’ampliamento di Villa Rosario, la Fondazione OIC rafforza la propria capacità di interpretare le trasformazioni demografiche e sociali e di tradurle in nuovi modelli di servizio.
La nuova area residenziale, la palestra, il giardino terapeutico, la Medicina di Gruppo, il Centro Diurno, gli appartamenti di co-housing, la domiciliarità e le attività intergenerazionali non sono elementi separati: costituiscono parti di una stessa infrastruttura di comunità.
È in questa visione ecosistemica che si inserisce il valore più profondo dell’intervento inaugurato.
Non soltanto nuovi spazi, dunque, ma una rete capace di generare salute, inclusione, sicurezza, relazioni e sviluppo sociale, consolidando il ruolo della Civitas Vitae Nazareth come punto di riferimento per le persone, per le famiglie e per l’intero territorio padovano.
A settant’anni dalla propria nascita, la Fondazione OIC continua così a sviluppare l’intuizione dei suoi fondatori, costruendo luoghi nei quali la cura non coincide esclusivamente con l’assistenza, ma diventa responsabilità condivisa, prossimità e partecipazione.
La giornata si è conclusa con i ringraziamenti della Fondazione alle istituzioni e a tutte le realtà coinvolte, seguiti dall’aperitivo e dal brindisi negli spazi della Civitas Vitae Nazareth.
















Articolo di: Eleonora Passarella
