Professioni sociosanitarie e politica a confronto: il 25 settembre Fondazione OIC ospita il convegno UNEBA Veneto.
L’Assistente infermiere e l’ingresso degli OSS formati dall’estero tra regole, responsabilità e nuovi assetti organizzativi al centro dell’appuntamento promosso da UNEBA Veneto. A Padova il confronto tra il mondo del sociosanitario e le istituzioni con Franco Massi, Silvana Comaroli, Paola Roma e Manuela Lanzarin. Un dialogo che prosegue la riflessione portata da UNEBA e Fondazione OIC anche al Meeting di Rimini 2026: garantire qualità della cura significa costruire comunità capaci di rispondere insieme alle nuove fragilità.
Come cambiano le professioni del sociosanitario? Come introdurre nelle strutture la figura dell’Assistente infermiere garantendo chiarezza delle competenze, responsabilità, sicurezza e qualità dell’assistenza? E quali regole sono necessarie per rendere concretamente praticabile l’arrivo e l’inserimento degli operatori sociosanitari dall’estero, in un settore che da tempo deve confrontarsi con una forte difficoltà nel reperimento di personale?
Sono alcune delle domande al centro del convegno “Le professioni del sociosanitario incontrano la politica”, promosso da UNEBA Veneto e in programma venerdì 25 settembre 2026, a partire dalle ore 9.00, presso la Fondazione Opera Immacolata Concezione a Padova.
Un appuntamento che mette attorno allo stesso tavolo rappresentanti del mondo sociosanitario, istituzioni e politica per affrontare non soltanto l’emergenza legata alla disponibilità di professionisti, ma soprattutto il tema di come costruire regole, risorse e modelli organizzativi capaci di garantire la migliore assistenza possibile “ai più fragili tra i fragili”, come sottolinea lo stesso titolo programmatico dell’iniziativa e come nel percorso di Agenda Sociale 25/30, progetto nato dalla collaborazione tra UNEBA Veneto, ANFFAS Veneto, Confcooperative Veneto Federsolidarietà e Legacoop Veneto per portare all’attenzione della politica regionale i nodi strutturali e la sostenibilità futura del sistema sociale e sociosanitario nella nostra regione.
L’Assistente infermiere: dalla norma all’organizzazione concreta dei servizi
Uno dei principali temi del convegno sarà la figura dell’Assistente infermiere, oggi non più soltanto oggetto di dibattito professionale ma un profilo formalmente istituito nell’ordinamento nazionale.
L’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, successivamente modificato nel dicembre dello stesso anno, è stato infatti recepito con il DPCM 28 febbraio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 giugno 2025. Il profilo è rivolto a operatori già in possesso della qualifica di OSS che, dopo un ulteriore percorso formativo, acquisiscono competenze aggiuntive per collaborare con l’infermiere all’interno dei diversi contesti sanitari, sociosanitari, sociali, residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari.
Il punto, quindi, non è più soltanto stabilire se questa professionalità possa trovare spazio nel sistema, ma comprendere come inserirla correttamente nei modelli assistenziali, definendo con precisione ruoli, responsabilità, rapporti con gli infermieri e con le altre figure dell’équipe, percorsi formativi e strumenti di verifica della qualità.
È esattamente su questo passaggio dalla norma alla sua applicazione concreta che il convegno di Padova intende concentrare l’attenzione.
Le relazioni previste approfondiranno infatti quattro aree strategiche:
- l’Assistente infermiere: aspetti giuridici e linee guida;
- l’inquadramento assicurativo della nuova figura;
- software e costruzione di percorsi per la Qualità;
- linee guida per l’introduzione dell’Assistente infermiere nelle strutture.
Un approccio volutamente multidisciplinare, perché l’inserimento di una nuova professionalità non può essere ridotto a una semplice redistribuzione di mansioni: comporta invece una revisione dei processi organizzativi, delle responsabilità e delle relazioni all’interno delle équipe, con un obiettivo che rimane prioritario su tutti gli altri, quello della sicurezza e della qualità della presa in carico della persona fragile.
OSS dall’estero: dalle esigenze delle strutture alla necessità di regole chiare
Il secondo grande capitolo della giornata riguarderà l’arrivo e l’impiego degli operatori sociosanitari formati all’estero, tema sul quale UNEBA è intervenuta ripetutamente negli ultimi mesi chiedendo procedure più semplici, uniformi e concretamente applicabili.
Il 9 aprile 2026 la Camera ha approvato un ordine del giorno proposto dall’onorevole Silvana Comaroli che impegnava il Governo a intervenire sulla semplificazione delle procedure di verifica delle qualifiche professionali conseguite all’estero, sulla possibilità di rendere più rapido l’impiego degli operatori e sulla definizione di criteri uniformi. UNEBA aveva accolto quel passaggio come un primo importante avanzamento rispetto a una criticità che le strutture sociosanitarie segnalano ormai da tempo. (UNEBA Nazionale)
Il confronto è poi proseguito nei mesi successivi. A luglio UNEBA ha incontrato nuovamente l’onorevole Comaroli proprio sui temi dell’assunzione degli OSS dall’estero e dell’Assistente infermiere, evidenziando come, per rendere effettivamente più semplice l’iter, resti decisiva la definizione di specifiche linee guida da parte del Ministero della Salute. Nella stessa occasione Comaroli aveva confermato la propria partecipazione al convegno del 25 settembre a Padova. (UNEBA Nazionale)
Il convegno diventa così il luogo nel quale mettere a confronto il livello legislativo con quello operativo: che cosa serve alle strutture per poter assumere? Come verificare e valorizzare le competenze acquisite all’estero? Quali percorsi di accompagnamento, formazione e integrazione sono necessari? Come garantire contemporaneamente rapidità delle procedure e qualità dell’assistenza?
Domande che riguardano il personale, ma che hanno come destinatari finali anziani, persone non autosufficienti e persone con disabilità che ogni giorno dipendono dalla continuità e dalla qualità dei servizi.
Il confronto con la politica: da Franco Massi a Regione Veneto
A dare ulteriore rilievo all’appuntamento sarà la presenza di interlocutori nazionali e regionali direttamente coinvolti nelle politiche del settore.
Parteciperà Franco Massi, presidente nazionale UNEBA, portando la voce degli enti non profit che operano quotidianamente nei servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi.
Con lui Silvana Comaroli, deputata e protagonista del percorso parlamentare relativo alla semplificazione dell’impiego degli OSS con qualifiche conseguite all’estero.
Per Regione del Veneto interverrà Paola Roma, assessore ai Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, con deleghe che comprendono, tra le altre, non autosufficienza, servizi residenziali e semiresidenziali, integrazione sociosanitaria, Terzo Settore e welfare di comunità.
Sarà presente anche Manuela Lanzarin, presidente della V Commissione Politiche sociosanitarie del Consiglio regionale del Veneto, organismo consiliare che segue direttamente le principali scelte legislative regionali in materia sanitaria e sociale. (Consiglio Veneto)
UNEBA Veneto, oggi presieduta da Francesco Facci, rappresenta sul territorio regionale un sistema di realtà non profit impegnate nell’assistenza ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità, minori e altre persone fragili e svolge un ruolo di interlocuzione costante con istituzioni, Regione e organizzazioni del settore. (Uneba Veneto)
La presenza contemporanea di rappresentanti degli enti gestori e dei livelli politico-istituzionali è uno degli elementi centrali dell’iniziativa: le trasformazioni del lavoro di cura non possono infatti essere affrontate separando le esigenze delle strutture dalle decisioni normative, dalla programmazione regionale e dalle risorse necessarie per renderle sostenibili.
Da Rimini a Padova: la cura come costruzione di comunità
Il convegno del 25 settembre si colloca inoltre in una riflessione più ampia che UNEBA e Fondazione OIC hanno portato nelle scorse settimane anche al Meeting di Rimini 2026.
Il 25 agosto, presso lo stand UCID, l’incontro dedicato agli “89 anni dalla nascita di Angelo Ferro e 70 anni di OIC Padova” ha visto tra i relatori Fabio Toso, direttore generale di Fondazione Opera Immacolata Concezione, insieme a Luigi Gentile, segretario nazionale UCID; Luca Degani, presidente di UNEBA Lombardia; e Maurizio Cansone, presidente della Fondazione Vaglietti Corsini, con la moderazione di Vincenza Scaccabarozzi, vicesegretario nazionale UCID. (UNEBA LOMBARDIA)
È stata l’occasione per riportare al centro una convinzione che appartiene profondamente alla storia di OIC e alla visione del professor Angelo Ferro: l’assistenza non può essere letta soltanto attraverso il numero di posti letto, le prestazioni o le strutture, perché prendersi cura significa anzitutto generare relazioni.
Nel resoconto dell’incontro viene ricordata una delle espressioni più efficaci di Ferro: «Non faccio Rsa ma fabbriche di relazioni». Fabio Toso, intervenendo al Meeting, ha ripreso quella stessa eredità sottolineando la necessità di «mettere la persona non solo al centro, ma insieme» e ricordando come, nell’esperienza di Fondazione OIC, «la cura è fatta dalla comunità».
Toso ha richiamato il modello sviluppato dalla Fondazione attraverso comunità nelle quali possano incontrarsi età, condizioni e fragilità differenti, superando l’idea della struttura come luogo separato dal resto della società. Una visione nella quale la rete delle relazioni diventa parte integrante della qualità della vita e della cura.
Nello stesso confronto, Luca Degani, presidente di UNEBA Lombardia, ha evidenziato un altro nodo strettamente connesso ai temi del convegno di settembre: il rischio che politiche sulla cronicità, non autosufficienza e invecchiamento attivo procedano in maniera troppo settoriale, senza riuscire a dialogare tra loro. Il punto sollevato al Meeting è quindi lo stesso che torna oggi con forza: bisogni sempre più complessi richiedono politiche, professioni e servizi capaci di integrarsi, non nuove frammentazioni.
Professionisti, regole e organizzazioni: al centro resta la persona
È proprio questo il filo che collega idealmente Rimini a Padova.
Parlare di Assistente infermiere, di OSS provenienti dall’estero, di responsabilità assicurative, linee guida, software e sistemi della qualità significa parlare di organizzazione. Ma dietro ogni modello organizzativo ci sono persone che hanno bisogno di essere accompagnate, famiglie che chiedono risposte e professionisti che devono essere messi nelle condizioni di lavorare bene.
Per Fondazione OIC, che nel 2026 celebra 70 anni di attività, ospitare questo confronto significa contribuire a una riflessione che accompagna l’intera storia della Fondazione: trasformare le evoluzioni demografiche e sociali non soltanto in problemi da gestire, ma in occasioni per ripensare la comunità, valorizzare la longevità e costruire nuovi legami tra persone e generazioni. La stessa impostazione caratterizza oggi lo sviluppo delle Civitas Vitae e del welfare territoriale promosso dalla Fondazione. (Fondazione OIC Onlus)
Il tema del personale, quindi, non può essere separato da quello della qualità della relazione di cura. Nuove professionalità e nuovi percorsi di reclutamento hanno senso soltanto se inseriti in un sistema capace di tutelare competenze, responsabilità, dignità del lavoro e, soprattutto, dignità della persona assistita.
È questa la sfida che UNEBA Veneto porta al confronto con la politica il 25 settembre: costruire soluzioni che sappiano rispondere alle necessità di oggi senza perdere di vista il modello di assistenza che vogliamo costruire per il futuro.
L’iniziativa, patrocinata da Fondazione OIC ETS, si svolgerà proprio nella sede della Fondazione a Padova, luogo che da settant’anni rappresenta un punto di riferimento nell’innovazione dei modelli di cura e di welfare.

Articolo di: Eleonora Passarella
