Alla vigilia del Secondo Raduno dei Centenari, il Club Over 100 cresce ancora: benvenuta Iole, 100 anni di eleganza, tenacia e voglia di vivere.

Padova, 17 settembre 2026 – Il modo più bello per avvicinarsi a una nuova Festa dei Centenari? Accogliere una nuova centenaria.

Alla vigilia del Secondo Raduno dei Centenari, il Club Over 100 – Ricomincio da zero, nato per riunire e valorizzare donne e uomini che hanno raggiunto e superato il secolo di vita, si arricchisce infatti di una nuova protagonista.

Si chiama Maria Toppao, anche se per tutti è semplicemente Iole

Ha compiuto 100 anni l’11 settembre e pochi giorni dopo, mercoledì 16 settembre, è stata festeggiata insieme a tutta la comunità della Residenza Pio XII di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, accompagnata dal nipote Eduardo.

Elegante, sorridente, tenace, Iole porta con sé quella bellezza che soltanto certe vite sanno raccontare: una bellezza fatta di storia, carattere, relazioni, curiosità e capacità di continuare a guardare il mondo con interesse.

Il suo ingresso nel Club arriva in un momento particolarmente significativo.

Dopo il 4 maggio 2024, quando Fondazione OIC e il Club Over 100 portarono Padova e il Veneto nel Guinness World Records riunendo contemporaneamente 70 centenari, la grande comunità della longevità si prepara infatti a ritrovarsi per il Secondo Raduno dei Centenari.

E forse non potrebbe esserci simbolo migliore.

Perché i record raccontano numeri straordinari. Ma dietro quei numeri ci sono persone. E ogni volta che una nuova persona raggiunge il secolo di vita, il Club non aggiunge semplicemente un nome alla propria storia: accoglie cento anni di memoria, esperienze, cambiamenti, relazioni e futuro da condividere.

Iole: cento anni vissuti senza perdere la curiosità

Nata a Noventa Padovana l’11 settembre 1926, figlia di Gioachino Toppao e Irma Ferrato, Iole è la primogenita di una famiglia di dieci figli.

Essere la maggiore significa imparare presto a prendersi cura degli altri. Accanto ai genitori aiuta infatti ad accudire i nove fratelli e sorelle che nasceranno dopo di lei, costruendo già negli anni dell’infanzia quel senso della famiglia e delle relazioni che accompagnerà tutta la sua vita.

A tredici anni si trasferisce con la famiglia a San Lazzaro.

Sono gli anni difficili della Seconda guerra mondiale: un tempo che Iole ricorda come parte di un’infanzia comunque bella, pur attraversata dalle difficoltà e dalle paure di una generazione che ha conosciuto da vicino uno dei periodi più complessi della storia contemporanea.

Dopo la scuola elementare si dedica alla sartoria e successivamente inizia a lavorare nell’azienda MMP di viale dell’Industria.

Il lavoro diventa presto molto più di un’occupazione. Diventa passione, autonomia, impegno. Una dimensione importante della sua identità, tanto da accompagnarla per tutta la vita professionale fino al pensionamento.

Ed è proprio il lavoro uno degli ingredienti che Iole indica oggi nel suo personale segreto di longevità.

Quando le viene chiesto come sia arrivata ai cento anni così in forma, la risposta è immediata e disarmante nella sua semplicità: «Mangiando bene e sano, lavorando con passione e facendo del bene».

Tre indicazioni che sembrano quasi comporre una piccola filosofia di vita.

Una casa aperta, una famiglia grande e il mondo da scoprire

C’è poi la famiglia. Anna, Giuliana, Silvana, Francesco e il ricordo di Giorgio, Luigina, Lucia, Gino e Remo. Cognati, cognate, nipoti. Generazioni e legami che hanno costruito attorno a Iole una rete di affetti profondissima.

La sua casa di San Lazzaro è stata per anni una casa aperta, luogo di incontro, convivialità e buona tavola. Perché nella storia di Iole torna continuamente una parola: insieme.

Ma la sua è anche la storia di una donna curiosa, capace di andare lontano. Iole ha viaggiato molto.

È stata in Venezuela, dove ha trascorso due mesi insieme al fratello Gino, alla cognata e al nipote. Ha conosciuto la Tunisia, la Francia, la Spagna, la Germania e ha partecipato a diverse crociere nel Mediterraneo insieme ad amici e amiche.

Luoghi, persone e culture differenti che raccontano una donna che non ha mai rinunciato al desiderio di scoprire.

Oggi, arrivata al traguardo dei cento anni, i suoi pensieri tornano però anche alle cose più semplici e preziose: la sua casa, il suo amato gatto Pupo, i fiori e le piante del suo giardino. È forse proprio in questa capacità di tenere insieme il mondo e le piccole cose quotidiane che si riconosce la misura autentica di una vita così lunga.

Non soltanto vivere più a lungo, ma continuare a essere parte della comunità

È questo il significato che Fondazione OIC attribuisce alla longevità.

Non semplicemente aggiungere anni alla vita, ma creare le condizioni perché quegli anni continuino a essere attraversati da relazioni, partecipazione, interessi, autonomia possibile, benessere e riconoscimento della persona.

Una visione che mette in discussione l’idea dell’età anziana come stagione esclusivamente legata alla fragilità e restituisce invece centralità alle persone anziane come custodi della memoria, protagoniste delle comunità e ponte tra le generazioni.

È da questa cultura che nasce anche il Club Over 100 – Ricomincio da zero, fondato nel 2008 e ispirato da Fondazione OIC.

Il Guinness World Records del 2024 ne è stata la manifestazione più spettacolare, ma il significato più profondo continua a rinnovarsi proprio in giornate come questa: quando una nuova centenaria riceve la propria tessera, entra nella comunità e porta con sé una storia che merita di essere ascoltata.

Alla vigilia del Secondo Raduno dei Centenari, quindi, il Club cresce.

E lo fa accogliendo una donna che in cento anni ha conosciuto la guerra e la ricostruzione, ha lavorato con passione, si è presa cura della propria famiglia, ha viaggiato per il mondo, ha aperto la propria casa agli affetti e ancora oggi conserva quella tenacia che l’ha accompagnata lungo un intero secolo.

Benvenuta Iole.

La Festa dei Centenari può cominciare anche da qui.

Da una nuova tessera.
Da un nuovo nome.
Da cento anni di vita che entrano in una comunità.

Per ricordarci che la longevità non è soltanto il tempo che passa.

È il valore che continuiamo a generare dentro quel tempo.

Articolo di: Eleonora Passarella