Banca delle Terre Venete al fianco di Fondazione OIC ETS: 70 mila euro per un modello integrato di gestione delle terapie.

Il progetto “Deblistering e confezionamento automatizzato” mette in rete Fondazione OIC e la farmacia dell’ULSS 8 Berica: maggiore sicurezza per gli ospiti, terapie personalizzate, riduzione delle eccedenze e un utilizzo più efficiente delle risorse sanitarie

Vicenza, 30 settembre 2026 – Rendere la somministrazione dei farmaci più sicura, precisa ed efficiente, personalizzare le dosi sulla base della terapia prescritta a ciascun ospite e, allo stesso tempo, costruire un modello organizzativo capace di mettere direttamente in relazione la struttura sociosanitaria con la farmacia dell’Azienda sanitaria.

È questo l’obiettivo del progetto “Deblistering e confezionamento automatizzato”, sostenuto da Banca delle Terre Venete con un contributo liberale di 70 mila euro a favore di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, destinato al Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Barbarano Mossano, nel Vicentino.

Il progetto è stato presentato oggi, mercoledì 30 settembre, nella sede amministrativa di Banca delle Terre Venete a Vicenza, alla presenza dei vertici della Banca, di Fondazione OIC e di ULSS 8 Berica. Sono intervenuti Gianfranco Sasso, Presidente di Banca delle Terre Venete; Andrea Cavagnis, Presidente di Fondazione OIC ETS; Eugenio Adamo, Direttore Generale di Banca delle Terre Venete e Leopoldo Ciato, Direttore dei Servizi Socio Sanitari ULSS 8 Berica. Presente inoltre Margherita Andretta, Direttore Assistenza Farmaceutica Territoriale ULSS 8 Berica, direttamente coinvolta negli aspetti tecnici e organizzativi legati al percorso del farmaco.

Non soltanto bustine personalizzate: il valore è nell’integrazione con la farmacia ULSS

L’investimento di Banca delle Terre Venete è destinato all’acquisto dei materiali, delle attrezzature e delle dotazioni necessarie alla distribuzione e alla somministrazione delle dosi personalizzate dei farmaci, rafforzando sicurezza e qualità dell’assistenza agli ospiti più fragili.

Ma l’elemento realmente distintivo del progetto non risiede soltanto nell’automazione del confezionamento. Il sistema prevede infatti l’utilizzo dei macchinari già presenti presso la farmacia centrale dell’ULSS 8 Berica, dove vengono predisposte, per ciascun ospite, speciali buste contenenti le dosi esatte dei medicinali prescritti.

Le informazioni sulle terapie vengono trasmesse dalla struttura attraverso un flusso informatizzato di dati: è quindi la farmacia dell’Azienda sanitaria a preparare quanto effettivamente necessario sulla base delle prescrizioni e del fabbisogno reale dei singoli ospiti. Un modello che permette di intervenire sull’intera filiera del farmaco: dalla prescrizione alla preparazione, dalla distribuzione fino alla somministrazione.

Meno eccedenze, maggiore appropriatezza e sicurezza

La possibilità di programmare con maggiore precisione i quantitativi necessari consente di ridurre le scorte eccedenti nelle strutture e il rischio che farmaci non utilizzati arrivino alla scadenza. Il beneficio si estende pertanto oltre la singola RSA. Il modello permette infatti di rendere più efficiente anche l’approvvigionamento, facendo arrivare alle strutture ciò che realmente serve, nelle quantità richieste dalle terapie effettivamente prescritte.

Ne deriva un vantaggio per l’intera filiera: maggiore sicurezza per l’ospite, maggiore tracciabilità, migliore gestione delle scorte, contenimento delle eccedenze e utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie. La virtuosità dell’esperienza nasce quindi dall’integrazione tra Fondazione OIC e ULSS 8 Berica, in un percorso nel quale la tecnologia diventa lo strumento per collegare in maniera più efficace prescrizione, preparazione e somministrazione del farmaco.

Più sicurezza per gli ospiti, più tempo da dedicare alla persona

La personalizzazione delle confezioni consente inoltre di associare puntualmente ciascuna dose alla terapia prescritta e al singolo ospite, contribuendo a ridurre il rischio di errore e rendendo più controllato l’intero percorso. La digitalizzazione permette una tracciabilità puntuale delle terapie e consente di alleggerire alcune attività manuali e organizzative svolte dagli operatori. Un elemento particolarmente significativo per Fondazione OIC, perché il tempo recuperato attraverso processi più efficienti può essere restituito alla cura, all’assistenza e alla relazione con l’ospite.

«Mettere innovazione e tecnologia al servizio della persona significa rendere sempre più sicuri e personalizzati i percorsi di cura – dichiara Andrea Cavagnis, Presidente di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS. – Il sostegno di Banca delle Terre Venete a questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà del territorio possa tradursi in nuove opportunità per migliorare la qualità dell’assistenza alle persone più fragili. Ma il valore di questa esperienza va oltre l’introduzione di una nuova tecnologia: significa costruire, insieme a ULSS 8 Berica, un processo sempre più integrato, nel quale competenze e strumenti diversi concorrono a rendere più sicura ed efficiente la gestione delle terapie. È un investimento tecnologico, ma prima ancora è un investimento sulla persona, sulla qualità della cura e sulla capacità del territorio di lavorare insieme».

Il sostegno di Banca delle Terre Venete

Il progetto nasce anche grazie al sostegno di Banca delle Terre Venete, sviluppato a partire dal confronto con la filiale di Vedelago Centro, che ha permesso di conoscere da vicino l’iniziativa e accompagnarne lo sviluppo. Il contributo della Banca permette di sostenere i costi legati alla verifica della somministrazione sicura, all’acquisto dei lettori barcode, delle scatole porta-bustine, delle ulteriori attrezzature necessarie, del supporto tecnico all’avvio del progetto e dei carrelli sanitari utilizzati per la distribuzione dei farmaci.

«Sostenere questo progetto significa investire in maniera tangibile nella salute delle persone più fragili e nella qualità dell’assistenza – afferma Gianfranco Sasso, Presidente di Banca delle Terre Venete –. Abbiamo scelto di contribuire all’acquisto delle dotazioni necessarie al confezionamento e alla distribuzione personalizzata delle terapie perché crediamo che l’innovazione, quando viene messa al servizio della cura, possa rafforzare concretamente la sicurezza e la qualità dell’assistenza. Il nostro intervento nasce da una duplice volontà: essere al fianco di una realtà che ogni giorno garantisce un percorso clinico di qualità e sostenere innovazioni capaci di generare valore per le persone e per l’intera comunità».

Una nuova organizzazione del percorso del farmaco

«Per gli ospiti più fragili questo significa innanzitutto aumentare i livelli di sicurezza nella somministrazione delle terapie, riducendo il rischio di errori – sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS –. La personalizzazione delle confezioni consente di associare in modo puntuale ogni dose alla terapia prescritta, rendendo più controllato l’intero percorso del farmaco. Ma i vantaggi si estendono all’intero sistema di gestione. Una programmazione più precisa permette di contenere le eccedenze, migliorare la gestione delle scorte e rendere più efficiente la distribuzione. Il valore aggiunto di questo progetto è proprio il rapporto diretto con la farmacia dell’ULSS 8 Berica, perché permette di passare da una logica prevalentemente legata alla disponibilità di scorte a una gestione sempre più costruita sulle necessità effettive delle terapie prescritte. Il risultato atteso è anche quello di liberare tempo prezioso per gli operatori sanitari, che potranno dedicarne una quota maggiore alla cura, all’assistenza e alla relazione con gli ospiti. Per Fondazione OIC innovare significa proprio questo: utilizzare la tecnologia per rendere i processi più sicuri ed efficienti e restituire ai professionisti ciò che ha più valore, il tempo da dedicare alla persona».

Il ruolo di ULSS 8 Berica

La partecipazione di ULSS 8 Berica costituisce uno degli elementi centrali dell’iniziativa. Attraverso la farmacia aziendale e i professionisti coinvolti nel progetto viene infatti costruito il collegamento tra le terapie prescritte nelle strutture e la preparazione personalizzata delle dosi.

Un’integrazione che apre una prospettiva più ampia sul rapporto tra servizi sociosanitari territoriali e sistema sanitario, con possibili ricadute in termini di appropriatezza, sicurezza, sostenibilità e organizzazione. Nel corso della presentazione Leopoldo Ciato, Direttore dei Servizi Socio Sanitari ULSS 8 Berica, ha affrontato il valore della collaborazione tra i partner coinvolti. Gli aspetti più strettamente tecnici e farmaceutici vedono inoltre il coinvolgimento di Margherita Andretta, Direttore Assistenza Farmaceutica Territoriale ULSS 8 Berica.

Digitalizzazione, tracciabilità e ricerca

La digitalizzazione dell’intero percorso del farmaco, dalla prescrizione fino alla somministrazione, consentirà di garantire una tracciabilità puntuale delle terapie.

In prospettiva, i dati aggregati prodotti dal sistema potranno inoltre essere valorizzati attraverso attività di analisi e ricerca per approfondire gli effetti delle terapie somministrate. La disponibilità di informazioni maggiormente strutturate potrà contribuire a migliorare la conoscenza delle risposte ai trattamenti e favorire lo sviluppo di percorsi terapeutici sempre più personalizzati sulle caratteristiche e sui bisogni della singola persona.

Un progetto che guarda oltre San Giovanni in Monte

Il Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Fondazione OIC, a Barbarano Mossano, partecipa direttamente all’iniziativa e rappresenta il riferimento tecnologico e di supporto tecnico del progetto. L’esperienza assume tuttavia una valenza che va oltre la singola struttura. I risultati potranno fornire elementi utili per valutare, insieme agli attori del sistema sanitario regionale, possibili sviluppi futuri del modello.

Un progetto che unisce così innovazione, sicurezza delle terapie, appropriatezza, sostenibilità ed efficienza, attraverso la collaborazione tra sanità pubblica, sociosanitario e sistema economico del territorio. Per Fondazione OIC, impegnata da settant’anni nella cura e nella presa in carico delle persone fragili, la tecnologia diventa quindi uno strumento per rendere i processi più sicuri ed efficienti, ma soprattutto per rafforzare la qualità della cura e restituire ai professionisti più tempo da dedicare alla persona.

Leggi anche su:

NORDEST24: https://www.nordest24.it/barbarano-mossano-70-mila-euro-gestione-farmaci-rsa-oic

ViPiù: https://www.vipiu.it/leggi/terapie-personalizzate-oic-barbarano