A Padova la cura diventa comunità: Fondazione OIC ETS inaugura un polo territoriale che riunisce cinque servizi per la salute, l’assistenza e la prossimità.

In via Toblino 49, negli spazi di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, inaugurato un polo che mette in relazione servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali, nel rispetto delle rispettive autonomie organizzative e gestionali. Tra questi, il Punto Prelievi e la Centrale Operativa telefonica della Guardia Medica, organizzati e gestiti dall’ULSS 6 Euganea, la Medicina di Gruppo, lo Sportello “Nuovi Passi” e la Residenza “Mons. Franceschi”. Benedizione e taglio del nastro alla presenza delle istituzioni cittadine e sanitarie. Consegnato anche l’assegno della raccolta benefica promossa con I Solisti Veneti a sostegno delle famiglie e dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi.

Padova, 4 novembre 2026 – Cinque servizi, un unico obiettivo: rendere la cura sempre più accessibile, vicina alle persone e capace di rispondere ai bisogni di salute, assistenza e sostegno delle famiglie. 

È stato inaugurato mercoledì 4 novembre 2026, nella sede di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS di via Toblino 49 a Padova, un polo territoriale che rappresenta un nuovo passo nella costruzione di quella Comunità della Cura che da settant’anni costituisce il cuore della missione della Fondazione.

Un’inaugurazione dal forte valore sociale e istituzionale, alla quale hanno preso parte, in rappresentanza del Comune di Padova e su delega del Sindaco Sergio Giordani, l’Assessore ai Lavori Pubblici, Protezione Civile e Progetti Strategici Luigi Alessandro Bisato; il Direttore Generale dell’ULSS 6 Euganea Patrizia Benini; il Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) Andrea Dini; e il Segretario dell’Orchestra I Solisti Veneti Adalberto Zanella. Per Fondazione OIC ETS, presenti il Presidente Andrea Cavagnis e il Direttore Generale Fabio Toso.

La cerimonia, con la benedizione dei nuovi spazi impartita da don Marco Galante e il tradizionale taglio del nastro, ha segnato un’ulteriore tappa nel percorso di Fondazione OIC ETS verso un modello di cura sempre più accessibile, integrato e vicino alle persone. Al termine, un momento conviviale ha riunito i partecipanti.

Un momento simbolico che ha ribadito il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti e realtà del territorio, chiamati a mettere in relazione competenze e servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali, nel rispetto delle rispettive autonomie organizzative, per costruire risposte coordinate ai bisogni di salute e di assistenza della comunità.

Cinque servizi, una rete di prossimità al servizio del territorio

Il polo riunisce cinque realtà che, pur mantenendo funzioni e modalità gestionali differenti, concorrono alla costruzione di una risposta sempre più integrata ai bisogni della comunità.

Il Punto Prelievi, aperto ai cittadini del territorio, è organizzato e gestito integralmente dall’ULSS 6 Euganea, attraverso il proprio personale, negli spazi messi a disposizione da Fondazione OIC ETS. Il servizio amplia le opportunità di accesso ai servizi sanitari di prossimità, rafforzando la prevenzione e il monitoraggio della salute.

Negli spazi della Fondazione trova sede anche la Centrale Operativa telefonica della Guardia Medica, anch’essa organizzata e gestita dall’ULSS 6 Euganea, che contribuisce a rafforzare la presenza dei servizi sanitari territoriali.

La Medicina di Gruppo, realizzata in collaborazione con i medici coinvolti, valorizza il ruolo della medicina generale e della continuità nel rapporto tra cittadini e professionisti della salute. Il valore della medicina territoriale è stato richiamato anche dalla presenza di Andrea Dini, Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), intervenuto nei saluti istituzionali.

Accanto a questi servizi opera lo Sportello “Nuovi Passi”, servizio gratuito di ascolto, orientamento e sostegno rivolto alle persone con Alzheimer, demenze e altri disturbi neurocognitivi, alle loro famiglie e ai caregiver.

Completa il polo la Residenza “Mons. Franceschi”, luogo dedicato all’accoglienza e alla cura della persona, nel quale la dimensione assistenziale si intreccia con l’attenzione alla dignità individuale, alle relazioni e alla qualità della vita.

Un insieme di servizi che testimonia la volontà di superare la frammentazione delle risposte, favorire connessioni e costruire percorsi di accompagnamento capaci di considerare la persona nella sua interezza.

Dalla prossimità all’healthcare: una rete che accompagna la persona in ogni fase della vita

L’inaugurazione del nuovo polo si inserisce in un percorso più ampio attraverso il quale Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nella rete sanitaria e sociosanitaria territoriale, affiancando alla storica esperienza nell’accoglienza delle persone anziane servizi sanitari specialistici, riabilitativi e di accompagnamento nelle condizioni di maggiore fragilità.

Alla Civitas Vitae “Angelo Ferro” di Padova, il polo sanitario comprende l’Ospedale di Comunità, con 60 posti letto, l’Unità Riabilitativa Territoriale, con 20 posti, il Nucleo Stati Vegetativi, dedicato all’assistenza delle persone con gravissime cerebrolesioni, e l’Hospice Paolo VI, punto di riferimento per le cure palliative e l’accompagnamento dei pazienti e delle loro famiglie. A questi si aggiungono, nel territorio vicentino, l’Ospedale di Comunità con 15 posti letto e l’Hospice del Centro Guido Negri di Thiene.

Una rete di servizi che risponde a bisogni differenti ma complementari: dalla continuità assistenziale dopo un ricovero ospedaliero al recupero dell’autonomia, dall’assistenza nelle condizioni di grave compromissione neurologica al sollievo dalla sofferenza, fino all’accompagnamento nelle fasi più delicate della vita.

Un modello di healthcare che non si limita alla prestazione clinica, ma integra competenze sanitarie, sostegno psicologico, attenzione alle famiglie e ai caregiver, relazione umana e tutela della dignità della persona.

Con l’apertura dei cinque servizi di via Toblino 49, questa visione compie un ulteriore passo avanti, estendendo l’attenzione dalla presa in carico della fragilità ai bisogni di salute dell’intera comunità, attraverso servizi accessibili anche ai cittadini del territorio e una collaborazione sempre più stretta con la medicina generale, l’ULSS 6 Euganea e le istituzioni.

È il significato più concreto dell’“Abbraccio della Cura”, il messaggio scelto da Fondazione OIC per celebrare i suoi settant’anni: esserci nelle diverse stagioni della vita, accompagnando le persone quando devono recuperare un’autonomia, convivere con una fragilità o affrontare una condizione di malattia, senza mai perdere di vista il valore della relazione e la centralità della persona.

Fondazione OIC ETS: settant’anni di cura che guarda al futuro

«Questa inaugurazione rappresenta un passaggio significativo nel percorso dei settant’anni di Fondazione OIC, perché conferma una visione che appartiene alla nostra storia e che oggi assume un valore ancora più importante: la cura non può esaurirsi all’interno di una struttura, ma deve diventare patrimonio della comunità – dichiara Andrea Cavagnis, Presidente di Fondazione OIC ETS –. È il risultato di un percorso lungo e complesso, reso possibile dalla convinzione, dall’impegno e dalla collaborazione di tutte le realtà coinvolte, pubbliche e private, che hanno saputo dare una risposta concreta a bisogni molto sentiti dalla città.

Il nuovo Punto Prelievi non è un servizio isolato, ma un ulteriore tassello di un sistema integrato di assistenza e prossimità, che comprende lo Sportello Nuovi Passi, dedicato all’ascolto, all’orientamento e al sostegno dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi, gli ambulatori di medicina generale con otto medici, il servizio di continuità assistenziale, la residenza per anziani non autosufficienti e un’esperienza di cohousing destinata ai nostri collaboratori che necessitano di una soluzione abitativa sul territorio.

Non siamo soltanto una realtà residenziale per anziani, ma un ecosistema di servizi flessibile, capace di crescere, trasformarsi ed evolvere insieme ai bisogni della comunità. Di fronte all’invecchiamento della popolazione e alle nuove esigenze delle famiglie, abbiamo il dovere di promuovere risposte che sappiano coniugare competenza, umanità e solidarietà. La nostra idea di Comunità della Cura nasce proprio da questa consapevolezza: nessuna organizzazione può affrontare da sola le sfide del presente, ma attraverso la collaborazione e la responsabilità condivisa possiamo costruire una società più attenta alle persone, alle loro fragilità e alla qualità della vita di tutti».

Un impegno che si traduce in scelte organizzative e nella capacità di valorizzare gli spazi e le competenze della Fondazione a beneficio dell’intero territorio.

«Non inauguriamo semplicemente cinque servizi: rafforziamo una rete di relazioni, competenze e opportunità che mette al centro la persona, la prevenzione e la continuità della cura – sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale di Fondazione OIC ETS –. Nell’anno in cui celebriamo i settant’anni della Fondazione Opera Immacolata Concezione, questa giornata rappresenta concretamente la nostra vocazione all’innovazione e allo sviluppo di servizi capaci di rispondere all’evoluzione dei bisogni della società. La vera innovazione consiste nel far dialogare mondi che troppo spesso operano separatamente: sanità, medicina territoriale, assistenza, sostegno alle famiglie e servizi residenziali, creando connessioni e opportunità di collaborazione, nel rispetto delle rispettive autonomie.

È questa la visione che prende forma attraverso i nuovi servizi: lo Sportello Nuovi Passi, che mette gratuitamente a disposizione dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi il patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze maturato dalla Fondazione in settant’anni di attività; la medicina di gruppo, con otto medici di medicina generale, che rappresenta un presidio di prossimità e un importante punto di intercettazione dei bisogni delle famiglie; il servizio di continuità assistenziale e il nuovo Punto Prelievi, realizzato attraverso la collaborazione con l’ULSS 6 Euganea e il Comune di Padova, che rafforza l’accessibilità ai servizi sanitari e promuove una cultura della prevenzione, perché prendersi cura significa non soltanto intervenire quando emerge una malattia, ma accompagnare le persone nel mantenimento della propria salute.

A rendere ancora più significativo questo modello è la sua integrazione con la dimensione residenziale. Nello stesso edificio vivono persone anziane non autosufficienti, la cui casa diventa anche un luogo aperto alla cittadinanza, un punto di riferimento per il territorio. È un cambiamento importante anche sul piano culturale: i nostri residenti non sono soltanto destinatari di assistenza, ma parte di una comunità che accoglie, genera relazioni e offre opportunità agli altri.

Di fronte a una popolazione che invecchia e a una longevità che richiede risposte sempre più articolate, il nostro compito non è soltanto aggiungere servizi, ma costruire un ecosistema capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, valorizzando la prevenzione, la prossimità e la continuità assistenziale. Mettere a disposizione spazi, condividere competenze e facilitare l’accesso ai servizi significa contribuire concretamente alla qualità della vita delle persone. È questo il modo migliore per celebrare i nostri settant’anni: trasformare l’esperienza maturata in nuove opportunità di cura per la comunità, continuando a innovare senza perdere il valore umano che da sempre contraddistingue la nostra Fondazione».

Una risposta ai nuovi bisogni di salute e alla fragilità

L’integrazione tra assistenza sanitaria, accompagnamento sociosanitario e sostegno alle famiglie assume un’importanza crescente di fronte all’evoluzione dei bisogni di salute e all’aumento delle condizioni di cronicità e fragilità.

«La salute non può essere considerata esclusivamente come assenza di malattia, ma come una condizione che coinvolge la persona nella sua dimensione fisica, psicologica, relazionale e sociale – evidenzia Michela Fernanda Rigon, Direttore Sanitario di Fondazione OIC ETS –. È fondamentale costruire percorsi nei quali la risposta clinica sia accompagnata dall’ascolto, dall’orientamento e dal sostegno, soprattutto quando le famiglie affrontano situazioni complesse e prolungate nel tempo. Penso, in particolare, alle persone con disturbi neurocognitivi e ai loro caregiver, per i quali poter contare su riferimenti accessibili e su una rete di supporto rappresenta un elemento essenziale. Investire nella prossimità significa anche promuovere prevenzione, continuità assistenziale e attenzione alla qualità della vita, riconoscendo che dietro ogni bisogno sanitario esiste una persona, con la propria storia e le proprie relazioni».

Istituzioni e territorio: la collaborazione come valore aggiunto

Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni cittadine e provinciali, della medicina generale, del sistema sanitario territoriale e del mondo culturale, a testimonianza dell’importanza della collaborazione tra pubblico e Terzo Settore. Tra i saluti istituzionali, quelli del Segretario provinciale FIMMG Andrea Dini e del Segretario de I Solisti Veneti Adalberto Zanella.

Per il Comune di Padova è intervenuto, su delega del Sindaco Sergio Giordani, Luigi Alessandro Bisato, Assessore ai Lavori Pubblici, Protezione Civile e Progetti Strategici. La partecipazione dell’Amministrazione comunale ha sottolineato il valore, per la città, di servizi di prossimità capaci di rispondere ai bisogni di salute e sostegno dei cittadini e delle famiglie, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e Terzo Settore.

Per il Comune di Padova è intervenuto, su delega del Sindaco Sergio Giordani, Luigi Alessandro Bisato, Assessore ai Lavori Pubblici, Protezione Civile e Progetti Strategici, che ha sottolineato il valore strategico dell’inaugurazione per la città e l’importanza della collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e Terzo Settore nel rafforzamento dei servizi di prossimità.

«Questa inaugurazione rappresenta un momento di festa per la comunità e un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni e privato sociale possa tradursi in risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie – ha dichiarato l’Assessore Bisato –. Fondazione OIC conferma la propria capacità di aprirsi al territorio, integrando la sua missione storica con le nuove esigenze sociosanitarie. La presenza della Medicina di Gruppo, dello Sportello gratuito Nuovi Passi a sostegno delle persone con decadimento cognitivo e dei loro caregiver, insieme agli altri servizi, rappresenta un presidio fondamentale per questo quartiere di Padova. Come Amministrazione comunale, non possiamo che riconoscere il valore di un modello di sanità e assistenza di prossimità che mette al centro le persone, tutela gli anziani e sostiene concretamente le famiglie. In questo percorso, l’ULSS 6 Euganea rappresenta il riferimento istituzionale fondamentale per i servizi sanitari e sociosanitari, in piena integrazione con il privato sociale rappresentato da Fondazione OIC. È questa la forza del progetto: una rete di competenze e responsabilità condivise che trasforma la collaborazione in servizi concreti per la comunità».

Sul valore dell’integrazione territoriale interviene anche Patrizia Benini, Direttore Generale dell’ULSS 6 Euganea:

«Rafforzare la sanità territoriale significa avvicinare concretamente i servizi ai cittadini, favorire l’accessibilità e garantire risposte sempre più integrate ai bisogni di salute della popolazione. L’inaugurazione di questi nuovi servizi rappresenta un risultato importante, frutto della collaborazione tra l’ULSS 6 Euganea e Fondazione OIC ETS, nella quale ciascuna realtà contribuisce con le proprie competenze e risorse.

Il nuovo Punto Prelievi rappresenta un servizio che torna a disposizione del territorio grazie a un preciso impegno organizzativo ed economico dell’ULSS 6 Euganea, che ne assume integralmente la gestione attraverso il proprio personale, a seguito di una riorganizzazione della rete dei punti prelievo esistenti. Fondazione OIC ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi necessari, rendendo possibile l’attivazione di un presidio importante per la prevenzione, il monitoraggio della salute e la continuità dei percorsi di cura.

A questo si affianca la Centrale Operativa Telefonica della Continuità Assistenziale, che svolge una funzione strategica di coordinamento, organizzando e distribuendo le chiamate e gli interventi verso le diverse sedi del servizio, contribuendo a rendere più efficiente la risposta ai bisogni sanitari dei cittadini.

Particolarmente significativa è inoltre la presenza di nove medici di medicina generale, anche di giovane età, con una disponibilità complessiva di oltre 12.000 posti per gli assistiti. Un presidio territoriale di grande rilevanza, capace di ampliare le opportunità di accesso all’assistenza primaria e di rispondere alle esigenze di un bacino di popolazione particolarmente ampio.

Il sistema sanitario è chiamato ad affrontare bisogni sempre più complessi, legati anche all’invecchiamento della popolazione e alla crescente necessità di continuità assistenziale. Per questo è fondamentale sviluppare modelli capaci di mettere in relazione medicina territoriale, prevenzione, servizi sanitari e realtà sociosanitarie. Esperienze come questa dimostrano che, attraverso una collaborazione concreta e una chiara valorizzazione delle rispettive responsabilità, è possibile costruire una sanità sempre più accessibile, vicina alle persone e radicata nella comunità».

Il punto prelievi alla Mandria: una risposta attesa dai cittadini

L’inaugurazione del Punto Prelievi assume un significato particolarmente importante per i residenti del quartiere Mandria, che da oltre tre anni chiedevano il ripristino di un servizio sanitario di prossimità, precedentemente sospeso durante l’emergenza pandemica. 

Il ripristino del servizio è stato reso possibile dall’impegno organizzativo ed economico dell’ULSS 6 Euganea, che ne assicura integralmente la gestione attraverso il proprio personale, e dalla disponibilità di Fondazione OIC ETS, che ha messo a disposizione gli spazi necessari alla sua attivazione. 

Una richiesta sostenuta anche da una mobilitazione civica che, a partire dal 2023, ha portato alla raccolta di circa 500 firme e a numerose iniziative di sensibilizzazione e confronto con le istituzioni.

«È un risultato straordinario, che arriva dopo tre anni e mezzo di impegno e di battaglie condotte insieme ai cittadini – racconta Tosca Cecchinato, del Comitato Difesa Sanità e Salute Pubblica dei residenti del quartiere Mandria –. Dal 2023, insieme al Centro Sociale, abbiamo raccolto 500 firme e promosso presidi, manifestazioni e incontri con le istituzioni per chiedere il ritorno di un servizio fondamentale per il quartiere. Dopo la chiusura del precedente Punto Prelievi durante il Covid, molte persone anziane si sono trovate in difficoltà, costrette a raggiungere ambulatori lontani. In questi anni mi sono personalmente occupata di accompagnarne diverse per consentire loro di effettuare gli esami. Oggi, anche se il servizio sarà inizialmente attivo soltanto due giorni alla settimana, è un traguardo importantissimo per tutta la comunità. Fondazione OIC ha sempre mantenuto aperta la disponibilità a individuare una soluzione, e finalmente, grazie al percorso avviato con le istituzioni e l’ULSS 6 Euganea, possiamo restituire ai residenti un servizio di cui avevano grande bisogno».

Un risultato che restituisce centralità anche alla partecipazione dei cittadini, dimostrando come l’ascolto dei bisogni, il dialogo con le istituzioni e la collaborazione tra realtà del territorio possano contribuire a trasformare una richiesta collettiva in una risposta concreta per la comunità.

La solidarietà diventa sostegno concreto: l’assegno de I Solisti Veneti per lo Sportello “Nuovi Passi”

Un momento di particolare significato è stato dedicato anche alla solidarietà, con la consegna dell’assegno a sostegno dello Sportello Nuovi Passi di Fondazione OIC ETS, frutto dell’iniziativa benefica promossa da I Solisti Veneti in occasione del 56° Veneto Festival.

«È stato un bellissimo concerto, che ha registrato il tutto esaurito e ha dimostrato ancora una volta come la musica possa diventare uno straordinario strumento di solidarietà – ha dichiarato Vittorio Dalle Ore, Presidente della Fondazione I Solisti Veneti –. Grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha creduto nel progetto e ne ha reso possibile la realizzazione, abbiamo potuto destinare l’intero incasso del botteghino a questa importante iniziativa della Fondazione Opera Immacolata Concezione. Un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi e che testimonia il valore della collaborazione tra cultura, solidarietà e territorio».

L’iniziativa solidale è nata in occasione del concerto conclusivo del 56° Veneto Festival – Festival Internazionale Giuseppe Tartini, svoltosi il 6 settembre 2026 e dedicato alla memoria del Maestro Claudio Scimone, nell’ottavo anniversario della sua scomparsa.

Il contributo è destinato a sostenere l’attività dello Sportello “Nuovi Passi”, che offre gratuitamente ascolto, orientamento e supporto alle persone con Alzheimer, demenze e altri disturbi neurocognitivi, alle loro famiglie e a chi quotidianamente si prende cura di loro.

Un gesto che unisce cultura e solidarietà, dimostrando come anche la musica possa diventare uno strumento capace di generare attenzione, partecipazione e sostegno concreto.

La Comunità della Cura continua a crescere

L’inaugurazione del polo di via Toblino 49 rappresenta un’ulteriore tappa nel percorso di Fondazione OIC ETS, che nel suo settantesimo anniversario rinnova l’impegno a promuovere un modello di cura fondato sulla centralità della persona, sulla collaborazione tra professionisti e istituzioni e sulla responsabilità condivisa verso le fragilità.

Una visione nella quale la prossimità non si misura soltanto attraverso la distanza tra un servizio e chi ne ha bisogno, ma soprattutto nella capacità di ascoltare, orientare, accompagnare e costruire risposte concrete.

Perché la cura diventa davvero comunità quando le competenze si incontrano, le istituzioni collaborano e nessuna persona viene lasciata sola di fronte alle proprie fragilità.

LEGGI ANCHE SU:

Redazione ViPiù: https://www.vipiu.it/leggi/polo-sanitario-oic-padova/

LaPiazzaWeb: https://www.lapiazzaweb.it/news/attualita/819593/padova-dopo-sei-anni-riapre-il-punto-prelievi-alla-mandria-trenta-appuntamenti-disponibili-al-giorno.html

Articolo di: Eleonora Passarella