Fondazione OIC apre il 2026 con un nuovo ingresso da record nel Club Over 100: 100 anni della signora Ada Pagliati
Fondazione OIC inaugura il 2026 con una nuova notizia che scalda il cuore e dà valore al tempo: un nuovo ingresso da record nel nostro Club Over 100. A varcare questa soglia speciale è Ada Pagliati, nata il 7 gennaio 1926, portando con sé una storia di vita intensa, luminosa e profondamente umana.
Questo momento si inserisce pienamente nella missione della Fondazione: vivere la longevità come una risorsa, riconoscendo nelle persone anziane un patrimonio di esperienze, competenze e sensibilità da custodire e far fiorire. Per OIC, la cura non è soltanto assistenza, ma accoglienza e accompagnamento personalizzati, nel rispetto dell’unicità di ciascuno, soprattutto quando la fragilità chiede attenzione e competenze multidisciplinari.
È una cura che ha il volto delle relazioni: OIC da 70 anni valorizza i legami umani per favorire coesione sociale e incontro tra generazioni, costruendo una comunità in cui la persona e i familiari possano sentirsi al sicuro e trovare il calore di una famiglia. È qui che la “longevità protagonista” prende forma: non come attesa, ma come vita piena, partecipata, riconosciuta.
La signora Ada è entrata nella nostra residenza “G. Botton” di Carmignano di Brenta, il 12 settembre 2023 e, fin dal primo giorno, ha saputo farsi riconoscere per ciò che la distingue da sempre: eleganza nell’aspetto e nei gesti, determinazione e, insieme, una dolcezza rara. Il suo sorriso è una presenza costante, così come le parole gentili e di conforto che sa offrire a chiunque incontri, ospiti o personale. In lei, la gentilezza non è un dettaglio: è un modo di stare al mondo.
Tra le radici più profonde del suo cammino c’è la fede, compagna di una vita intera. Ada la vive con discrezione e convinzione: partecipa con costanza agli appuntamenti religiosi proposti in struttura e prende parte con entusiasmo anche ai momenti conviviali e alle feste, perché per lei la comunità è un valore, e condividere è un gesto naturale.
A raccontare ancora più da vicino la sua forza è la testimonianza della figlia, che riassume Ada in una parola potente: resilienza.
Nata a Carmignano di Brenta, prima figlia di una famiglia numerosa, Ada ha imparato presto cosa significasse prendersi cura. L’infanzia, fatta anche di giochi semplici e genuini, si è presto intrecciata con le responsabilità e le sfide. E da allora Ada ha attraversato la vita con forza, coraggio e sacrificio, senza mai perdere la sua natura generosa.
Sposata con Angelo, Ada ha costruito una famiglia che è rimasta sempre il centro dei suoi pensieri e del suo cuore. Dal loro matrimonio sono nate due figlie, Renata e Mariella, cresciute in un legame stretto con la madre, fatto di condivisione e insegnamenti concreti, quelli che restano. Tra le frasi che Ada tramanda, una spicca per semplicità e verità: “Tutto passa nella vita, tu comportati bene”.
Ada ha amato la libertà di una bicicletta, le piccole avventure quotidiane, e anche le cadute, che non l’hanno mai fermata: si è sempre rialzata. La sua tenacia è evidente in ogni dettaglio, come quando, fino a 94 anni, guidava ancora l’auto e andava persino in piscina da sola, con quella determinazione quieta che appartiene alle persone autenticamente forti.
Ma c’è un tratto che più di tutti la racconta: l’altruismo. Ada ha aiutato chi aveva bisogno con naturalezza, senza chiedere nulla in cambio. Aveva imparato a fare punture da un medico ed era diventata un riferimento per molte persone, disponibili a chiamarla a qualsiasi ora. È stata anche tra le prime donne donatrici di sangue a Camazzole: un gesto che dice molto del suo modo di essere, concreto e generoso.
Oggi Fondazione OIC celebra con orgoglio l’ingresso di Ada Pagliati nel Club Over 100: non solo un traguardo anagrafico, ma un simbolo. Perché Ada rappresenta la memoria viva, la storia che continua a insegnare e la presenza capace di ispirare.
Per Fondazione OIC, celebrare Ada significa ribadire un impegno quotidiano: cura come abbraccio che protegge, sostiene e accompagna, e allo stesso tempo cura come spazio che riconosce la persona, ne valorizza la storia e rende protagonista la longevità.
E come lei stessa ama ricordare, con semplicità e gratitudine: “Se sono arrivata fino a qui, grazie a Dio non ho sbagliato tanto…”
Con Ada, iniziamo l’anno nel modo migliore: celebrando la vita, la comunità e la bellezza delle persone che, giorno dopo giorno, ci ricordano cosa conta davvero.


Articolo di Eleonora Passarella
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