Il Vescovo Giuliano Brugnotto ha incontrato la comunità OIC del Centro Servizi Giovanni Botton di Carmignano di Brenta.
Il 29 maggio il Centro Servizi OIC Giovanni Botton di Carmignano di Brenta ha accolto la visita pastorale del Vescovo di Vicenza, Sua Eccellenza Monsignor Giuliano Brugnotto, in un pomeriggio di incontro, ascolto e condivisione con gli ospiti, i familiari, il personale e la comunità.
Accompagnato da Suor Maria Cappelletto, religiosa dorotea originaria di Camposampiero e responsabile della Pastorale della Salute della Diocesi di Vicenza, il Vescovo è giunto presso la struttura intorno alle ore 16.00, accolto dal Direttore Generale della Fondazione OIC, dott. Fabio Toso, dalla Responsabile del Personale dott.ssa Chiara Serafin, dal Direttore del Centro Servizi Giovanni Botton Antonino Pettina insieme al coordinamento della residenza, dalle educatrici e dalle volontarie del V.A.D.A. (Volontari Amici degli Anziani).
Dopo un primo momento di accoglienza, Monsignor Brugnotto ha visitato tutti i piani della residenza, soffermandosi accanto agli anziani ospiti per un saluto personale, una parola di conforto, un sorriso e un momento di dialogo. Un gesto semplice ma profondamente significativo, che ha espresso quella vicinanza umana e spirituale che rappresenta uno dei tratti distintivi del suo ministero pastorale e che trova piena sintonia con la missione della Fondazione OIC.
Alle ore 17.00 il Vescovo ha presieduto la Santa Messa insieme al cappellano del Centro Servizi, don Egidio Girolimetto e al parroco di Carmignano di Brenta, don Fabio Ziliotto. La celebrazione ha rappresentato il cuore della visita pastorale e un momento particolarmente intenso per tutta la comunità.
Nel corso dell’omelia, Monsignor Brugnotto ha richiamato il significato profondo della presenza di Cristo nella vita quotidiana, ricordando come il Signore raggiunga ogni persona nelle sue fragilità, nei ricordi, nelle attese e nelle fatiche della vita. Commentando la Prima Lettera di San Pietro, ha invitato a vivere ogni stagione dell’esistenza come un tempo prezioso e fecondo, sottolineando che anche la vecchiaia può essere un tempo ricco di significato attraverso la preghiera, l’amore e l’accoglienza reciproca.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato al valore della preghiera degli anziani. «L’anziano che prega è una colonna per la Chiesa», ha affermato il Vescovo, ricordando come la preghiera delle persone fragili sostenga figli, nipoti, operatori della cura, malati, la Chiesa e il mondo intero. Anche nelle limitazioni imposte dall’età e dalla malattia, ogni persona può continuare a offrire il proprio cuore e la propria vicinanza spirituale.
Monsignor Brugnotto ha inoltre invitato i presenti a vivere una carità concreta e quotidiana attraverso la pazienza, il perdono, la gratitudine e la capacità di accettare di essere aiutati. Ha esortato a non chiudersi nel malumore e a riconoscere il valore dei piccoli gesti di amore che rendono più bella e autentica la vita comunitaria.
Riflettendo sul Vangelo, il Vescovo ha ricordato che Dio non guarda alle apparenze o all’efficienza, ma ai frutti che ciascuno porta nella propria vita. «Il frutto che Dio cerca è l’amore», ha sottolineato, evidenziando come la dignità della persona non dipenda da ciò che riesce a fare, ma dal suo essere figlia amata di Dio. Anche quando il corpo si indebolisce, il valore della persona rimane intatto e nessuno viene dimenticato.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il tema della fede. Monsignor Brugnotto ha ricordato che avere fede non significa credere che tutto sarà facile, ma sapere che Dio non abbandona mai i suoi figli, anche nei momenti di solitudine, nostalgia o preoccupazione. Ha quindi invitato tutti a custodire il valore del perdono, richiamando le parole del Vangelo: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate», come strada per liberare il cuore da ferite e rancori e vivere con maggiore serenità e pace.
Nel corso della celebrazione è stato ricordato anche San Paolo VI, definito dal Vescovo un uomo capace di testimoniare il Vangelo attraverso la mitezza, l’intelligenza e la sensibilità. Riprendendo il suo insegnamento, Monsignor Brugnotto ha sottolineato come oggi le persone seguano non soltanto le parole, ma soprattutto gli esempi concreti. Proprio per questo gli anziani sono chiamati a essere testimoni credibili della fede e della speranza attraverso la propria vita, la memoria del bene ricevuto e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’amore e della fedeltà.
Al termine dell’omelia, il Vescovo ha affidato tutti alla protezione di Maria, nel mese mariano che stava giungendo alla conclusione, e ha chiesto al Signore tre grazie semplici ma essenziali: un cuore che prega; un cuore che ama; un cuore che perdona.
Tre atteggiamenti che, secondo Monsignor Brugnotto, permettono di dare senso alle giornate, di non sprecare il tempo prezioso che ci è donato e di continuare a portare frutti di bene in ogni fase della vita.
A conclusione della Santa Messa, il Direttore Generale della Fondazione OIC, Fabio Toso, ha espresso un sentito ringraziamento al Vescovo per la visita e per la vicinanza dimostrata alla comunità del Centro Servizi Giovanni Botton, ricordando anche l’impegno quotidiano di tutti i professionisti, operatori e volontari che da settant’anni si prendono cura delle persone fragili con amore, dedizione e professionalità.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale nel grande giardino interno della struttura, dove ospiti, familiari, operatori, volontari e rappresentanti della comunità hanno potuto condividere un tempo di relazione autentica e di festa.
Una visita che ha emozionato profondamente tutti i presenti – dalla direzione al personale, dagli ospiti ai familiari, fino alle volontarie del V.A.D.A. – e che ha assunto un significato ancora più speciale perché ha concluso il mese mariano di maggio e si è inserita nel percorso dei 70 anni della Fondazione OIC.
Un pomeriggio vissuto nel segno della vicinanza, della cura, della dignità della persona e della speranza, che ha lasciato nella comunità del Centro Servizi Giovanni Botton un messaggio di fiducia e gratitudine.


Articolo di: Eleonora Passarella
