XIX Edizione Premio Letterario Civitas Vitae 2026: storie, memoria e relazioni attraversano 70 anni di invenzioni.
Padova, 30 maggio 2026 – Una mattinata capace di trasformare la scrittura in memoria condivisa, il racconto in dialogo tra generazioni e la cultura in uno spazio autentico di comunità.
All’Auditorium Pontello della Civitas Vitae “Angelo Ferro” di Padova si è svolta la XIX edizione del Premio Letterario Civitas Vitae, appuntamento promosso dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione che, nel corso degli anni, è diventato molto più di un concorso letterario: un laboratorio culturale e intergenerazionale dove esperienze, emozioni, ricordi e visioni del futuro si intrecciano attraverso il potere delle storie.
L’edizione 2026, inserita nel percorso celebrativo dei 70 anni della Fondazione OIC, ha scelto come tema “70 anni di invenzioni – lavatrice, TV, cellulare e perfino assistenti vocali. Storie divertenti di aiuto reciproco tra nonni e nipoti”, offrendo ai partecipanti l’occasione di raccontare come il progresso tecnologico abbia attraversato le famiglie, modificato le abitudini quotidiane e soprattutto rafforzato il dialogo tra generazioni.
Dalle prime lavatrici alle televisioni in bianco e nero, dai telefoni cellulari agli assistenti vocali e all’intelligenza artificiale, ogni racconto ha restituito piccoli frammenti di vita, ironia, nostalgia e memoria, dimostrando come dietro ogni innovazione continuino a vivere relazioni, gesti e legami profondamente umani.
A presiedere la Giuria è stata la scrittrice Antonia Arslan, figura di riferimento del panorama culturale italiano, che nel corso della mattinata ha accompagnato il pubblico in una prolusione intensa e partecipata sul valore della memoria, della narrazione e del cambiamento sociale.
“Anche dopo XIX edizioni rimango ancora stupita della ricchezza e fantasia dei tanti autori che partecipano al Premio Civitas Vitae. Quest’anno poi si è trattato di una vera scoperta, anzi riscoperta, perché leggendo mi pareva di rivivere – con un brivido di nostalgia – quell’improvvisa e quasi estatica felicità che la gente provò quando nelle case cominciarono ad arrivare quelle meraviglie del progresso umano che furono le prime lavatrici”, ha sottolineato la prof.ssa Arslan.
Nel corso dell’evento la prof.ssa Sara Mondini ha inoltre approfondito il valore della memoria e del racconto come strumenti fondamentali per promuovere benessere, partecipazione e invecchiamento attivo.
“Sono davvero onorata di essere stata invitata a partecipare a questa iniziativa, che rappresenta concretamente ciò che significa costruire una società della longevità. Oggi non parliamo più soltanto di invecchiamento, ma di longevità: di come sia possibile vivere più a lungo mantenendo benessere, autonomia e qualità della vita, sia nella mente sia nel corpo”, ha spiegato la prof.ssa Mondini.
“Essere in grado di raccontare, scrivere, condividere ricordi e dialogare con gli altri rappresenta una risorsa preziosa per la salute cognitiva e relazionale. Esistono tre pilastri fondamentali per una longevità di qualità: una mente attiva e curiosa, che continui ad apprendere, leggere, scrivere e confrontarsi; un corpo in movimento, attraverso attività semplici ma costanti; e relazioni sociali significative, perché scambiare parole, condividere esperienze e stare insieme agli altri contribuisce profondamente al benessere della persona”.
La cerimonia ha alternato momenti culturali, reading dei racconti premiati, testimonianze, contributi artistici e momenti teatrali curati dalla Guida Galattica per Clown, trasformando il Premio in una vera esperienza collettiva di ascolto e condivisione.
“Per questa XIX edizione del Premio Letterario Civitas Vitae abbiamo scelto di raccogliere le storie delle innovazioni che hanno attraversato gli ultimi settant’anni, gli stessi settant’anni di storia della Fondazione OIC: settant’anni di accoglienza, assistenza, relazioni, partecipazione e valorizzazione delle persone anziane come protagoniste della comunità”, ha dichiarato Fabio Toso, Direttore Generale della Fondazione Opera Immacolata Concezione.
“Questo Premio non raccoglie soltanto le storie degli ospiti delle nostre residenze, ma coinvolge familiari, giovani, scuole, operatori e numerose realtà provenienti da tutta Italia. Attraverso la scrittura si crea uno spazio dove le esperienze individuali diventano patrimonio collettivo e occasione di incontro tra generazioni.”
Toso ha inoltre evidenziato come le innovazioni raccontate nei testi abbiano mostrato un elemento comune spesso trascurato: la loro capacità di generare relazioni.
“Tra tutte le invenzioni raccontate, la lavatrice è stata sicuramente una delle protagoniste più citate dagli autori. Ma ciò che emerge con forza è che molte innovazioni del passato, oltre a cambiare la vita quotidiana, hanno favorito la socializzazione. Pensiamo alla televisione: un tempo si usciva di casa per ritrovarsi insieme davanti a uno schermo, nelle abitazioni o nei bar, trasformando la tecnologia in un’occasione di incontro. Oggi viviamo nell’epoca dei social network, strumenti che portano nel nome il concetto di socialità ma che non sempre riescono a generare autentiche relazioni.”
Riprendendo gli spunti emersi dall’intervento della prof.ssa Sara Mondini, il Direttore Generale ha sottolineato il valore della partecipazione come elemento centrale della longevità attiva.
“La vera innovazione che emerge da questa giornata è che per stare bene, per invecchiare bene e vivere una longevità di qualità, dobbiamo continuare a essere protagonisti della vita degli altri. Significa allenare la mente, mantenere attivo il corpo, ma soprattutto coltivare relazioni significative. È questo il messaggio che la Fondazione OIC porta avanti da settant’anni: costruire comunità nelle quali le persone possano sentirsi parte di una storia condivisa.”
Guardando al futuro, Toso ha inoltre annunciato il tema della XX edizione del Premio Letterario Civitas Vitae: “Mercati, mercatini e commercio online”, un nuovo percorso di riflessione dedicato all’evoluzione delle abitudini quotidiane e dei modi di incontrarsi, acquistare e vivere la comunità.
Grande emozione anche durante la proclamazione delle opere vincitrici, che hanno saputo raccontare con sensibilità, ironia e profondità il rapporto tra innovazione e relazioni umane.
I vincitori della XIX edizione del Premio Letterario Civitas Vitae 2026
- Dario Foà – “Il mondo che non c’è più” (MI)
- Daniela Antonello – “Il nonno e l’arrivo della televisione” (PD)
- David Ferrante – “Un selfie, il sorriso del nonno” (CH)
- Angela Bigi – “Lo smartphone e FB: le invenzioni che non ci mollano” (PD)
- Anna Paola Prestia – “Lillo Ricky lavatrice” (GO)
- Laura Verdi – “Mille anni in dieci anni” (PD)
- Andrea Zampella – “Viaggio nel tempo con AI” (PD)
- Lorenzo Iannelli – “Un Natale con i baffi” (LT)
- Fiorella Borin – “La lavatrice toro scatenato” (VE)
- Emilio Conte – “Sentire e vedere” (MI)
- Dzenita Nurkanovic – “Tra cassette e playlist” (TV)
- Michele Missaglia – “Il futuro in casa” (VE)
- Filippo Cerato – “Un saluto dall’Inghilterra” (PD)
- Giampaolo Ferrari – “Un oceano di ricordi” (Civitas Vitae Angelo Ferro – Residenza Santa Chiara, PD)
- Opera Collettiva Equipe Socioeducativa – “Analogico vs. digitale” (RSA San Giuseppe – Opera Don Guanella, Castano Primo – MI)
- Carla Fop – “Generazioni in musica – L’ascolto nelle memorie condivise” (Fondazione Castellini ETS, Melegnano – MI)
- Rosa Toniolo – “La nonna combina guai” (Casa Soggiorno “A. De Giovanni” – Opera Pia Raggio di Sole, Barbarano Mossano – VI)
- Ortensia Michielin – “Lo smarfon” (Casa Soggiorno “A. De Giovanni” – Opera Pia Raggio di Sole, Barbarano Mossano – VI)
- Enrico Beggin – “La lavatrice nuova e il telefono che parla” (Casa Soggiorno “A. De Giovanni” – Opera Pia Raggio di Sole, Barbarano Mossano – VI)
- Servizio Socio-educativo – “Dallo svelto alla vasocottura” (Centro Residenziale Guido NEGRI, Thiene – VI)
- Franca Milan – “Lettere antiche e lettere moderne” (OIC sede di San Giovanni in Monte, Barbarano Mossano – VI)
- Gruppo ospiti IL CERCHIO – “Il piccolo sole” (OIC sede di San Giovanni in Monte, Barbarano Mossano – VI)
- Antonella Bolzonello – “El Casseot” (IPAB Casa “F. Fenzi”, Conegliano – TV)
- Carla Gennaro – “A casa dei nonni” (Fondazione OIC, PD)
- Antonella Furlan – “Ettore e nonna Ginetta” (RSA Centro Residenziale Arturo & Irma Simonetti, Oderzo – TV)
- Emanuele Forner – “La numero uno” (RSA Centro Residenziale Arturo & Irma Simonetti, Oderzo – TV)
- Antonietta Pulzatto Bagolin – “A Lissia” (RSA Centro Residenziale Arturo & Irma Simonetti, Oderzo – TV)
- Giorgio, Antonietta, Maria e gruppo – “Com’eravamo… e come siamo!” (Casa di Riposo di Noventa Padovana, Noventa Padovana – PD)
- Ospiti della Casa di Congregazioni – “Il Pianeta Senza Spine – Cronache dal Mondo Passato” (RSA S. Antonio, Ameno – NO)
- Sara Marzola – “Un pettirosso di nome Rodolfo” (RSA A. Antonio, Ameno – NO)
- Aurelio Bozzi – “Ricordi di campagna” (Fondazione Guida ETS Fengo, Acquanegra – CR)
- Maria Educatrice Casa – “Chiacchere tra i ricordi” (IPAB Casa F. Fenzi, Conegliano – TV)
- Andreina Raschietti – “L’orologio di Ottavio” (IPAB La Pieve, Monteggio Maggiore – VI)
Nel corso della mattinata è stato inoltre sottolineato il valore umano e culturale della partecipazione di tutte le persone che hanno scelto di condividere la propria storia, contribuendo a costruire un grande racconto collettivo fatto di memoria, affetto, ironia e relazioni.
A testimonianza del valore culturale e umano del Premio, tutte le opere vincitrici saranno raccolte in un volume edito da CLEUP, pensato per custodire racconti, memorie e riflessioni emerse da questa XIX edizione.
Proseguirà inoltre anche il podcast dedicato ai racconti premiati, giunto quest’anno alla sua quinta edizione consecutiva. Da quattro anni, infatti, il Premio Civitas Vitae continua a vivere anche attraverso un progetto audio che ogni settimana propone la lettura di uno dei racconti vincitori grazie al contributo di ospiti, collaboratori, volontari della Fondazione OIC e del team professionale di Radio Senti Chi Parla, realtà impegnata nella produzione di contenuti audio accessibili dedicati in particolare a persone con difficoltà di lettura o non vedenti. Un percorso che permette alle storie del Premio di continuare a generare relazione, ascolto e condivisione ben oltre la giornata della premiazione.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il Premio Fotografico Civitas Vitae 2026, con la proiezione delle immagini finaliste e la proclamazione della sede vincitrice.
Ad aggiudicarsi il Premio Fotografico Civitas Vitae 2026 è stata la sede OIC Civitas Vitae Nazareth, mentre una menzione speciale per la qualità artistica è stata assegnata alla Civitas Vitae Angelo Ferro – Pio XII.
Due immagini capaci di raccontare, anche senza un titolo, il valore della relazione, della cura e dell’identità comunitaria che attraversa il modello Civitas Vitae.
“Negli ultimi settant’anni il mondo è cambiato profondamente attraverso innovazioni e trasformazioni che hanno rivoluzionato il modo di vivere, comunicare e prendersi cura delle persone. Sono gli stessi settant’anni attraversati dalla Fondazione OIC, che ha saputo evolversi insieme alla società sviluppando modelli di cura e servizi sempre più attenti alla persona e alla qualità della vita”, ha sottolineato Andrea Cavagnis, Presidente della Fondazione Opera Immacolata Concezione.
“Ma dentro tutto questo cambiamento una cosa non è mai cambiata: il valore dello scambio tra generazioni. Nonni che raccontano il mondo di ieri, nipoti che spiegano quello di oggi. Un dialogo fatto di memoria, curiosità, reciprocità e futuro, che rappresenta uno degli elementi più autentici e vitali della nostra comunità.”
Anche questa XIX edizione del Premio Letterario Civitas Vitae si conferma così molto più di un concorso: uno spazio dove memoria, cultura, creatività e relazioni diventano strumenti concreti di coesione sociale, partecipazione e dialogo tra generazioni.
L’iniziativa è stata sostenuta da Fondazione Amplifon attraverso il progetto nazionale “Ciao!”, che coinvolge oltre 300 residenze in tutta Italia con l’obiettivo di promuovere relazione, ascolto, partecipazione e qualità della vita delle persone anziane attraverso attività culturali, sociali e intergenerazionali.
“La nostra Fondazione sostiene con convinzione, fin dal 2020, percorsi che favoriscono l’inclusione sociale delle persone anziane, valorizzandone non solo il patrimonio di ricordi ed esperienze, ma anche la capacità di offrire nuove prospettive sul presente e sul futuro”, ha dichiarato Daniele Lodola, senior manager di Fondazione Amplifon.
“Credo che questo sia anche uno dei messaggi più belli che emerge dal Premio Letterario Civitas Vitae: un racconto collettivo fatto di invenzioni, cambiamenti e trasformazioni sociali che hanno segnato la vita di tutti noi. Storie che diventano occasioni di dialogo tra generazioni, da leggere insieme, tra nonni e nipoti, perché la memoria condivisa continua a essere uno straordinario strumento di relazione e crescita reciproca”.
Il Premio ha inoltre visto il coinvolgimento di importanti partner culturali e territoriali, tra cui la Scuola Internazionale di Comics, Radio Senti Chi Parla, la Società Dante Alighieri e CLEUP.
In un anno simbolico per i 70 anni della Fondazione OIC, il Premio Letterario Civitas Vitae continua così a trasformarsi in un luogo dove le storie diventano patrimonio condiviso e dove la longevità si trasforma concretamente in risorsa per la comunità.
I VINCITORI DELLA XIX EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO CIVITAS VITAE 2026: https://youtu.be/ara05w7qt9M?si=GpOZ9kSd9S68oaoW
PREMIO FOTOGRAFICO CIVITAS VITAE 2026: https://youtu.be/xMSvfCfw9B4?si=DqI6qIY4Egta9wV-







“PREMIO FOTOGRAFICO CIVITAS VITAE 2026” Civitas Vitae Nazareth

MENZIONE SPECIALE “PREMIO FOTOGRAFICO CIVITAS VITAE 2026” per la Civitas Vitae – Pio XII

Articolo di: Eleonora Passarella
