Presepe Vivente 2025: a Civitas Vitae un’esperienza di comunità che unisce generazioni e culture
16 dicembre 2025 – Residenza Giubileo, Civitas Vitae Angelo Ferro
Anche quest’anno, presso il centro servizi Civitas Vitae Angelo Ferro, la Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus ha rinnovato uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici del periodo natalizio: il Presepe Vivente.
Un presepe che non è una semplice rappresentazione, ma un’esperienza condivisa. Qui non si tratta solo di riconoscere chi interpreta Maria, Giuseppe o i pastori, ma di vivere insieme il significato profondo del presepe così come lo immaginò San Francesco: un’esperienza aperta a tutti, capace di coinvolgere l’intera comunità nella nascita di Gesù.
È da questo spirito che nasce il Presepe Vivente della Fondazione: un momento che unisce collaboratori, persone di etnie diverse, famiglie, genitori, figli, nonni e volontari. Un’esperienza che non è una recita, ma un gesto collettivo che rinnova valori profondi e condivisi, mettendo davvero insieme tutti.
L’edizione 2025 assume un significato ancora più importante per la Fondazione, celebrando il 70esimo anniversario.
Per la Residenza Giubileo, il Presepe Vivente rappresenta un momento di grande emozione, partecipazione e condivisione, ma soprattutto un’occasione di coinvolgimento attivo e donativo attorno a un progetto che nasce dal desiderio di ricreare una piccola Betlemme e offrire a ciascuno la possibilità di rivivere un passaggio fondamentale della storia cristiana.
La realizzazione del presepe ha visto la partecipazione di tantissime persone. Tra i protagonisti anche i bambini del centro infanzia Clara Guido Ferro, che hanno interpretato gli angioletti e preparato biglietti natalizi scritti da loro, poi donati ai nonni presenti: un gesto semplice, ma carico di significato e tenerezza.
All’interno del presepe, i nonni sono al centro della scena: protagonisti non solo nelle figure tradizionali – come chi impasta il pane o chi fila la lana – ma anche attraverso la musica. Brani tipici del Natale sono stati eseguiti dal gruppo Compagneros, laboratorio musicale attivo da tre anni all’interno della nostra struttura, che ha accompagnato l’evento con suoni e voci capaci di creare un’atmosfera autentica e partecipata.
Accanto a loro, la presenza dei dipendenti, dei familiari e dei figli dei collaboratori della Fondazione, coinvolti nelle varie figure del presepe, dai pastori agli angioletti. Fondamentale anche il contributo dei volontari V.A.d.A., sempre presenti e pronti a sostenere ogni iniziativa, insieme ai professionisti che quotidianamente operano nelle strutture, garantendo attenzione e qualità nella cura degli ospiti.
A completare il quadro, una figura immancabile: lo zampognaro, simbolo sonoro e visivo del presepe tradizionale, capace di richiamare immediatamente il senso del Natale.
Costruire un presepe vivente richiede impegno, tempo e fatica. Ma per la Fondazione OIC è soprattutto un’esperienza di grande valore umano, capace di generare emozione, appartenenza e gratitudine. È con questo sentimento che si rinnova il ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione e l’augurio di un Buon Natale, vissuto nella semplicità, nella relazione e nella condivisione.
Guarda il video: https://youtu.be/dVNi_DzBzOU?si=SkVqgA8Y5LrGcv41
Articolo di: Eleonora Passarella