“Chiave di Violino”: alla Civitas Vitae Nazareth la musica diventa relazione, emozione e stimolazione cognitiva

La musica come ponte tra memoria, emozioni, relazioni e benessere. È questa l’essenza di “Chiave di Violino”, il progetto promosso presso Fondazione Opera Immacolata Concezione – Civitas Vitae Nazareth, nato dal desiderio di creare nuove occasioni di espressione, partecipazione e condivisione per gli ospiti della struttura attraverso il linguaggio universale della musica.

L’iniziativa – sviluppata all’interno del lavoro multidisciplinare della struttura – ha avuto come obiettivo l’utilizzo della musica come strumento di stimolazione cognitiva, relazione e coinvolgimento emotivo.

La particolare complessità e ricchezza della Civitas Vitae Nazareth, caratterizzata dalla presenza sia di persone autosufficienti sia di ospiti con importanti fragilità cognitive, ha permesso di sviluppare il progetto su due percorsi paralleli e complementari.

“Chiave di Violino” ha infatti coinvolto dieci ospiti del Nucleo Nuovi Passi, affetti da decadimento cognitivo severo, gravi deficit del linguaggio e disturbi del comportamento, e dieci ospiti residenti in regime di autosufficienza provenienti da Villa San Giuseppe e Villa De Gasperi.

Il progetto si è svolto tra la fine di gennaio e la fine di aprile, con appuntamenti settimanali dedicati ai due gruppi: il martedì mattina per gli ospiti del Nucleo Nuovi Passi e il mercoledì mattina per gli ospiti autosufficienti. Ogni incontro, della durata di circa 50 minuti, seguiva una struttura pensata per stimolare contemporaneamente ascolto, memoria, emozioni e partecipazione attiva.

Le attività prevedevano:
• ascolto di musica classica registrata, in particolare brani di Vivaldi e Mozart;
• presentazione del violino attraverso un approccio tattile e sensoriale;
• esecuzione dal vivo di brani classici, tradizionali e popolari;
• esercizi musicali, canto condiviso e momenti di rievocazione di ricordi personali.

Ogni sessione è stata documentata attraverso fotografie, video e schede di osservazione realizzate appositamente per monitorare gli effetti dell’esperienza sugli ospiti, sia durante le attività sia nelle ore successive.

I risultati emersi hanno confermato il valore profondo dell’iniziativa.

Per gli ospiti del Nucleo Nuovi Passi, la musica ha favorito la stimolazione dell’attenzione e del linguaggio, l’aumento dello stato di attivazione emotiva, la riduzione dell’apatia e un miglioramento della relazione con gli altri, soprattutto attraverso il linguaggio non verbale fatto di sguardi, sorrisi, carezze e gesti spontanei. In diversi casi si è osservata anche una riduzione dei disturbi comportamentali come agitazione psicomotoria e wandering, insieme ad una maggiore serenità emotiva durante l’ascolto musicale.

Per gli ospiti autosufficienti, invece, il progetto ha rappresentato una preziosa occasione di stimolazione cognitiva, socializzazione e condivisione. La musica ha favorito memoria episodica, orientamento temporale, attenzione e mantenimento del ritmo, ma soprattutto ha contribuito alla nascita di relazioni autentiche e di un gruppo coeso ed empatico. Molti ospiti hanno manifestato entusiasmo e forte motivazione alla partecipazione, riorganizzando persino impegni personali pur di non perdere gli incontri del mercoledì mattina.

In modo naturale e spontaneo, la partecipazione si è progressivamente allargata anche ad altri ospiti oltre ai gruppi inizialmente selezionati, arrivando in alcune occasioni a coinvolgere fino a venti persone contemporaneamente.

“Chiave di Violino” ha così dimostrato come la musica possa diventare molto più di una semplice attività ricreativa: uno spazio condiviso di riconoscimento reciproco, ascolto, relazione e benessere emotivo, capace di generare connessioni autentiche anche nelle situazioni di maggiore fragilità.

Un ringraziamento particolare va alla direttrice Lorena Barison, alle figure di coordinamento, agli operatori e alle operatrici, agli infermieri, alle educatrici, ai volontari e alle volontarie dell’Associazione VADA che hanno sostenuto e accompagnato la realizzazione del progetto, contribuendo a trasformare la musica in uno strumento concreto di cura, vicinanza e qualità della vita.

Articolo di: Eleonora Passarella