“La Villa racconta”: a Borgoricco generazioni in festa per i 70 anni di Fondazione OIC. Durante la giornata presentato anche il progetto del nuovo Parco inclusivo Villa Bressanin e consegnata alla Residenza un’opera donata dagli Amici della Cultura di Borgoricco

Sabato 29 agosto 2026, la Residenza Anna Maria Bressanin di Borgoricco ha ospitato “La Villa racconta – Giochi, fiabe e generazioni”, uno degli appuntamenti organizzati nell’ambito delle celebrazioni per i 70 anni di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS.

Una giornata che ha trasformato la Villa e il suo parco in un luogo di incontro aperto alla comunità, facendo dialogare età ed esperienze diverse attraverso il gioco, lo spettacolo, la natura e la riscoperta di quei gesti semplici capaci di attraversare le generazioni.

Fin dal pomeriggio, i giochi di legno di una volta e le attività dedicate ai più piccoli hanno coinvolto bambini, genitori, nonni e ospiti della Residenza, riportando al centro il valore del gioco non soltanto come momento di divertimento, ma come occasione di relazione, trasmissione di esperienze e memoria condivisa.

A seguire, il pubblico ha potuto assistere allo spettacolo di circo-teatro “Valigia ad una piazza” di Dadde Visconti, un viaggio poetico e divertente tra mimo, clownerie, magia, pupazzi, musica, palloncini e piccoli oggetti capaci di trasformarsi, attraverso l’immaginazione, in storie e mondi fantastici.

Un linguaggio senza età, capace di coinvolgere adulti e bambini e di interpretare pienamente il senso dell’iniziativa: creare occasioni nelle quali le generazioni possano incontrarsi, riconoscersi e condividere emozioni.

Settant’anni di cura che continuano a generare comunità

L’appuntamento della Residenza Anna Maria Bressanin di Borgoricco si inserisce nel percorso con cui Fondazione OIC sta celebrando, nel corso del 2026, i suoi settant’anni di storia, valorizzando non soltanto i servizi e le attività rivolti alle persone anziane e fragili, ma anche il rapporto costruito nel tempo con i territori e con le comunità nelle quali la Fondazione opera.

Settant’anni nei quali il concetto stesso di cura si è progressivamente ampliato, andando oltre la dimensione assistenziale per abbracciare una visione capace di mettere al centro la persona, le sue relazioni, la sua autonomia e la capacità dei luoghi di diventare spazi di incontro, partecipazione e benessere.

Una visione che interpreta la longevità non soltanto attraverso la risposta ai bisogni assistenziali, ma come risorsa per la comunità e occasione per continuare a generare relazioni, partecipazione e coesione sociale.

«Celebrare settant’anni di Fondazione OIC significa certamente guardare alla nostra storia, ma soprattutto continuare a immaginare il futuro della cura. Un futuro che passa dalla capacità di mettere sempre la persona al centro, ma anche di creare comunità e costruire luoghi nei quali bambini, adulti e anziani possano incontrarsi, riconoscersi e generare nuove relazioni. Giornate come questa raccontano concretamente ciò che intendiamo quando parliamo di una Fondazione aperta al territorio: la cura non si esaurisce all’interno di una struttura, ma diventa relazione, partecipazione, inclusione e occasione di crescita per tutta la comunità», sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale di Fondazione OIC ETS.

Una dimensione particolarmente significativa proprio a Borgoricco, dove la Residenza Anna Maria Bressanin è inserita in un contesto profondamente legato alla comunità e alla storia del territorio e dove Villa Bressanin e il suo parco rappresentano non soltanto gli spazi della Residenza, ma luoghi di memoria e di vita condivisa.

“La Villa racconta” nasce proprio con questo spirito: aprire gli spazi, farli vivere attraverso bambini, famiglie, anziani, istituzioni e associazioni e creare occasioni nelle quali ciascuno possa sentirsi parte di una storia comune.

«Villa Bressanin e il suo parco sono luoghi che hanno un valore che va oltre gli spazi della nostra Residenza: custodiscono memoria, relazioni e un legame profondo con il territorio. Aprirli alla comunità significa creare nuove occasioni di incontro per i nostri ospiti, per le loro famiglie e per tutte le generazioni. Il progetto del Parco inclusivo aggiunge a questa dimensione un elemento fondamentale: trasformare ancora di più lo spazio esterno in una risorsa per il benessere della persona, per la stimolazione, il movimento, la socializzazione e il mantenimento delle autonomie possibili», evidenzia Antonino Pettina, Direttore della Residenza Anna Maria Bressanin di Borgoricco.

Il saluto delle istituzioni: Fondazione OIC patrimonio sociale della comunità

A sottolineare il forte legame tra Fondazione OIC e il territorio sono stati anche i saluti delle istituzioni e delle realtà che hanno preso parte alla giornata.

Sono intervenuti Riccardo Michelazzo, Vicesindaco di Borgoricco, Gabriella Boesso, Assessore alla Cultura del Comune di Borgoricco, don Giovanni Bortignon, parroco di San Leonardo, insieme all’architetto Luca Vedovato, progettista del nuovo Parco inclusivo Villa Bressanin, e alla dott.ssa Federica Peron, dalla cui tesi di laurea ha preso origine il progetto di valorizzazione del parco storico della Villa.

Particolarmente significativo il messaggio rivolto dal Vicesindaco Riccardo Michelazzo, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e le congratulazioni dell’intera comunità di Borgoricco per il settantesimo anniversario di Fondazione Opera Immacolata Concezione.

«Settant’anni di attività rappresentano un traguardo straordinario. Anni di storia, di impegno e, soprattutto, di persone: persone che hanno dedicato il proprio lavoro e la propria professionalità alla cura, all’accoglienza e alla dignità dei nostri anziani», ha sottolineato Michelazzo.

Un anniversario che, nelle parole del Vicesindaco, assume un significato che supera quello della ricorrenza e restituisce il valore sociale di una presenza costruita nel tempo accanto alle persone e alle famiglie.

«Una casa di riposo non è semplicemente una struttura. È un luogo nel quale si costruiscono relazioni, si custodiscono storie di vita, si offre attenzione e si accompagna ogni persona con rispetto e umanità. E proprio per questo il valore di un’attività come quella della Fondazione Opera Immacolata Concezione va ben oltre il servizio che offre: è un patrimonio sociale per tutta la comunità».

Michelazzo ha quindi richiamato uno dei principi che hanno accompagnato l’evoluzione della Fondazione nel corso dei suoi settant’anni: mettere la persona al centro.

«In questi settant’anni tante cose sono cambiate, ma è rimasto fondamentale un principio: mettere la persona al centro. È questo che consente a una realtà di attraversare le generazioni e di continuare a essere un punto di riferimento».

Da qui il ringraziamento rivolto a quanti hanno contribuito a costruire questa storia e alle persone che, ogni giorno, continuano a renderla possibile.

«Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che, nel corso di questi settant’anni, hanno contribuito a costruire questa storia e a tutte le persone che quotidianamente rendono possibile questo importante servizio».

Un messaggio che si è concluso con l’augurio rivolto a Fondazione OIC a nome dell’intera Amministrazione comunale di Borgoricco: «Auguro alla Fondazione Opera Immacolata Concezione di continuare per molti anni ancora questo prezioso cammino, con lo stesso spirito di attenzione, solidarietà e vicinanza alle persone. Buon 70° anniversario e grazie per ciò che avete fatto, che fate e che continuerete a fare per la nostra comunità».

«I nostri anziani sono la storia di Borgoricco»

A dare ulteriore forza al messaggio di vicinanza della comunità è stato l’intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Borgoricco Gabriella Boesso, che ha ricordato come i settant’anni di Fondazione OIC rappresentino molto più di una ricorrenza e come, da vent’anni, la presenza della Fondazione a Borgoricco sia diventata parte integrante della vita della comunità.

Al centro delle sue parole, prima ancora delle istituzioni e delle organizzazioni, sono state le persone anziane.

«Comincio proprio da tutti i nostri ospiti, dai nostri anziani e dalle nostre anziane: grazie per esserci. Questa festa è per voi, che siete la storia di Borgoricco. Avete costruito tanto con il vostro lavoro, con i sacrifici, con le vostre famiglie», ha dichiarato Boesso.

Una storia che continua dentro Villa Bressanin, divenuta per gli ospiti una nuova casa, ma che proprio per questo non deve rappresentare una separazione dalla comunità.

«Questa casa è diventata la vostra casa e noi, come comunità, vi diciamo che non siete soli. Siete pensati, amati e curati da chi ogni giorno dedica il proprio tempo ad avere cura di voi».

L’Assessore ha quindi ricondotto questo impegno alla stessa intuizione che settant’anni fa ha dato origine all’esperienza di Fondazione Opera Immacolata Concezione: prendersi cura della persona, e non soltanto del suo bisogno.

Un principio che, ha sottolineato, trova quotidiana concretizzazione nel lavoro di OSS, infermieri, medici, educatori e di tutto il personale della Residenza, attraverso una professionalità che si traduce anche in presenza, ascolto e attenzione.

«Chi opera in questa struttura non fa soltanto un lavoro, ma dona un’attenzione quotidiana fatta di piccoli, dolci gesti. A loro va il nostro grazie più sincero».

Nel ringraziamento dell’Assessore sono entrati così anche il Direttore Antonino Pettina, la coordinatrice Alessandra Chinello, l’educatrice Chiara, tutto il personale e i volontari che accompagnano ogni giorno la vita della Residenza con pazienza, disponibilità e cura.

Ma è soprattutto nell’apertura verso l’esterno che, secondo Boesso, una struttura dedicata alla longevità può diventare pienamente parte della comunità.

Volontari, associazioni, famiglie e bambini delle scuole che entrano nella Residenza rappresentano infatti quella rete di relazioni capace di evitare ogni isolamento e di trasformare Villa Bressanin in un luogo nel quale le generazioni continuano a incontrarsi.

«Una casa di riposo non deve essere un luogo chiuso: deve essere un luogo aperto e accogliente, dove ci si incontra attraverso uno scambio intergenerazionale che non può che arricchire giovani e anziani».

Un concetto che “La Villa racconta” ha reso visibile attraverso la presenza contemporanea di bambini, famiglie, anziani, istituzioni, associazioni e volontari.

«Guardatevi attorno: questa è una festa che parla al cuore, Borgoricco in una delle sue forme più belle», ha sottolineato l’Assessore.

Per Boesso, infatti, proprio la capacità di prendersi cura delle persone più fragili rappresenta una misura fondamentale della qualità di una comunità: «Penso che il valore di una comunità si misuri da come sta vicino alle persone più fragili. E Borgoricco, assieme a OIC, questa prova la supera ogni giorno».

Un pensiero sintetizzato infine in una frase destinata a diventare anche uno dei messaggi simbolici dell’intera giornata: «Un Paese che non ha cura dei propri anziani non ha futuro».

Parole che restituiscono pienamente il senso del pomeriggio di Borgoricco e della missione che accompagna Fondazione OIC da settant’anni: non considerare la longevità soltanto attraverso i suoi bisogni, ma riconoscere nelle persone anziane memoria, esperienza, identità e una risorsa capace di continuare a generare valore per tutte le generazioni.

Anche la Regione Veneto accanto a Fondazione OIC

Al saluto dell’Amministrazione comunale si è aggiunto il messaggio del Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che, impossibilitato a partecipare personalmente per concomitanti impegni istituzionali, ha voluto far giungere il proprio augurio a tutti i presenti.

Nel suo messaggio il Presidente ha riconosciuto il prezioso ruolo assistenziale e sociale che Fondazione OIC continua a svolgere nel territorio, richiamando la necessità di sostenere le persone fragili e non autosufficienti e di accompagnare le famiglie nei percorsi di cura e assistenza.

«Come comunità, è nostro dovere non lasciare indietro nessuno», è il principio richiamato nel messaggio, che individua proprio in Villa Bressanin un esempio concreto di questa visione.

Il nuovo Parco inclusivo, si sottolinea, consentirà alla Residenza di diventare ancora più integrata con lo spazio verde circostante, attraverso un percorso terapeutico-sensoriale totalmente accessibile e fruibile anche da persone con difficoltà motorie o cognitive.

Nel corso della giornata sono stati inoltre portati ai presenti anche i saluti del Vescovo S.E. Mons. Claudio Cipolla, a ulteriore testimonianza della vicinanza delle istituzioni e della comunità al percorso della Residenza e alle celebrazioni per i settant’anni di Fondazione OIC.

Il dono degli Amici della Cultura: un segno dedicato agli anziani

Tra i momenti più simbolici del pomeriggio anche il dono alla Residenza Anna Maria Bressanin da parte degli Amici della Cultura di Borgoricco di una scultura policroma.

L’opera, caratterizzata da una struttura verticale a elementi geometrici dai colori vivaci e da una piccola figura angelica collocata al centro, resterà come segno del legame tra la Residenza e la comunità di Borgoricco.

Ad accompagnare l’opera una targa con una frase che sintetizza il significato del gesto:

«Un Paese che non ha cura dei suoi anziani, non ha futuro».

La dedica ricorda che il dono è stato destinato alla Residenza per anziani OIC Villa Bressanin di Borgoricco in occasione del 70° anniversario di Fondazione OIC ed è firmata dagli “Amici della Cultura” di Borgoricco.

Un gesto che assume un valore particolare nel contesto di “La Villa racconta”: la cura delle persone anziane non come responsabilità confinata all’interno di una struttura, ma come impegno condiviso e patrimonio di una comunità che riconosce nella longevità, nella memoria e nelle relazioni tra generazioni una risorsa per il proprio futuro.

Il Parco inclusivo Villa Bressanin: dalla natura un nuovo spazio di cura

Proprio il rapporto tra cura, territorio e qualità della vita ha trovato durante la giornata una concreta prospettiva per il futuro attraverso la presentazione del progetto “Parco inclusivo Villa Bressanin – Percorso circolare per stimolazione cognitiva, motoria e benessere degli ospiti RSA”.

L’intervento riguarda il parco storico di Villa Bressanin e nasce dalla collaborazione tra Fondazione OIC e Parrocchia di San Leonardo, proprietaria della Villa e del relativo spazio verde, grazie a un finanziamento ottenuto nell’ambito del “Bando Strutture Residenziali per Anziani” di Fondazione Cariparo.

Il progetto è stato realizzato dall’architetto Luca Vedovato e dalla dott.ssa Federica Peron e prende origine proprio dalla tesi di laurea elaborata da Federica Peron, sviluppata a partire dall’esigenza di valorizzare il parco storico della Villa attraverso la creazione di un percorso terapeutico-sensoriale accessibile rivolto agli ospiti della RSA e, in particolare, alle persone con difficoltà motorie, cognitive e relazionali.

Non si tratta, quindi, semplicemente di un intervento di sistemazione o valorizzazione paesaggistica, ma della volontà di trasformare lo spazio verde in una parte integrante del percorso di cura.

Villa Bressanin rappresenta infatti una realtà di particolare valore storico e paesaggistico per Borgoricco. Il complesso, immerso in un ampio parco alberato caratterizzato anche dalla presenza di alberature storiche e spazi naturali di pregio, ospita oggi una realtà dedicata all’assistenza e all’accoglienza delle persone anziane non autosufficienti.

Proprio le caratteristiche di questo patrimonio verde offrono l’opportunità di sviluppare attività all’aperto orientate alla stimolazione sensoriale e cognitiva, al movimento, alla relazione e al miglioramento della qualità della vita.

Un percorso accessibile per movimento, memoria e autonomia

Alla base del progetto vi è la consapevolezza del valore che il contatto con la natura, il movimento all’aria aperta e la stimolazione dei sensi possono assumere nella quotidianità della persona anziana e, in particolare, in presenza di fragilità cognitive, perdita della memoria, difficoltà relazionali o riduzione dell’autonomia motoria.

Il cuore dell’intervento sarà un percorso circolare completamente accessibile e privo di barriere architettoniche, studiato per essere facilmente fruibile anche da persone con ridotta capacità motoria o che utilizzano la carrozzina.

La configurazione circolare non rappresenta soltanto una scelta architettonica: consentirà all’ospite di muoversi all’interno dello spazio seguendo un itinerario continuo, leggibile e rassicurante, accompagnandolo in un’esperienza immersiva nella natura che possa favorire orientamento, memoria, percezione, movimento, autonomia residua e socializzazione.

Particolare attenzione sarà dedicata alla sicurezza e al comfort, attraverso superfici regolari, percorsi facilmente riconoscibili, aree di sosta protette, sedute accessibili e spazi pensati per rispondere alle differenti condizioni di mobilità e fragilità.

L’obiettivo è creare un ambiente nel quale la persona possa essere accompagnata e sostenuta, ma anche mantenere e sperimentare, per quanto possibile, le proprie capacità residue.

Dal graticolato romano alle “stanze” multisensoriali

Anche l’identità del territorio entra a far parte del progetto.

Dal punto di vista concettuale, il nuovo Parco inclusivo trae infatti ispirazione dalla struttura storica del territorio di Borgoricco e dal suo graticolato romano, uno degli elementi che ancora oggi ne caratterizzano fortemente il paesaggio.

Le geometrie della centuriazione vengono reinterpretate in chiave contemporanea attraverso percorsi, elementi vegetali, segni lineari e spazi di relazione, creando un dialogo tra la memoria storica del territorio e i principi propri del paesaggio terapeutico e sensoriale.

Lungo il percorso nasceranno differenti aree tematiche multisensoriali, pensate come vere e proprie “stanze” all’aperto, ciascuna caratterizzata da esperienze percettive ed emotive differenti.

Saranno previste aree aromatiche per la stimolazione olfattiva, spazi dedicati all’ortoterapia e alle attività manuali, zone d’acqua, luoghi per la contemplazione e il rilassamento, sedute accessibili e spazi destinati all’incontro e alla socializzazione.

Anche la scelta della vegetazione sarà parte integrante del percorso: essenze aromatiche, piante stagionali, specie caratterizzate da differenti texture e colorazioni, alberature e siepi contribuiranno a creare ambienti diversificati e riconoscibili, offrendo continui stimoli tattili, visivi e olfattivi.

L’acqua come elemento di stimolazione e benessere

Un ruolo particolare sarà affidato anche all’acqua, pensata non semplicemente come elemento ornamentale, ma come componente dell’esperienza terapeutico-sensoriale.

Il suo suono accompagnerà alcuni tratti del percorso, contribuendo alla stimolazione uditiva, al rilassamento e alla percezione del movimento, mentre l’alternanza tra vegetazione, acqua, spazi più aperti e aree maggiormente raccolte consentirà di costruire esperienze diverse all’interno dello stesso ambiente.

Il nuovo parco viene così immaginato come uno spazio capace di coinvolgere contemporaneamente corpo, sensi, memoria ed emozioni.

L’obiettivo non è semplicemente realizzare un nuovo giardino, ma creare un ambiente terapeutico integrato, in grado di sostenere l’autonomia residua, la stimolazione cognitiva e sensoriale, la memoria emotiva, la relazione con gli altri e la connessione con l’ambiente naturale.

Una visione che riconosce allo spazio stesso una funzione nel percorso di benessere della persona.

Un luogo per ospiti, familiari, operatori e comunità

Il progetto punta inoltre a offrire uno spazio più accogliente non soltanto agli ospiti della RSA, ma anche ai familiari e agli operatori, creando nuove possibilità di incontro e di condivisione all’aria aperta.

Il parco potrà così diventare scenario di attività quotidiane, momenti educativi e occupazionali, incontri con i familiari, esperienze di ortoterapia, passeggiate e occasioni di socializzazione.

Al tempo stesso, la riqualificazione consentirà di valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e paesaggistico di Villa Bressanin, rafforzando la relazione tra architettura, natura e funzione sociale della struttura.

La Fondazione OIC mette inoltre a disposizione i propri professionisti dell’Ufficio Patrimonio per la realizzazione del progetto, affiancando al contributo economico competenze tecniche e progettuali interne.

L’obiettivo è intervenire su uno spazio che, pur essendo di proprietà della Parrocchia di San Leonardo, rappresenta un bene profondamente legato alla vita del territorio, capace di assumere sempre più una funzione di relazione, socialità e incontro tra generazioni.

Un primo stralcio da 62.500 euro

Con il finanziamento ottenuto sarà realizzato un primo stralcio dell’intervento per un valore complessivo di 62.500 euro, IVA compresa.

La Fondazione Cariparo finanzia l’80% della spesa, fino a un massimo di 50.000 euro, mentre Fondazione OIC sostiene il restante 20%, pari a 12.500 euro, mettendo inoltre a disposizione le professionalità del proprio Ufficio Patrimonio.

Il primo stralcio rappresenta così un passaggio concreto verso la realizzazione di un parco sempre più orientato alla qualità della vita e alla longevità attiva, nel quale lo spazio esterno possa diventare strumento di cura, prevenzione, stimolazione e relazione.

Nel corso della giornata il pubblico ha potuto conoscere più da vicino il progetto anche attraverso la presentazione del render del futuro Parco inclusivo, illustrato dall’architetto Luca Vedovato e dalla dott.ssa Federica Peron.

Il progetto rappresenta così un ulteriore tassello di quella collaborazione tra realtà del territorio che permette di immaginare gli spazi dedicati alla longevità non come luoghi separati dalla vita della comunità, ma come punti di connessione tra persone, generazioni, natura e territorio.

Una festa costruita insieme al territorio

La giornata si è conclusa con i saluti, il taglio della torta e l’aperitivo a buffet, proseguendo in un clima di festa e partecipazione quello stesso incontro tra generazioni che aveva caratterizzato l’intero pomeriggio.

“La Villa racconta” è stata organizzata da Fondazione OIC in collaborazione con la Parrocchia di San Leonardo, proprietaria della Villa e del giardino che hanno fatto da cornice all’iniziativa.

L’evento si è svolto con il patrocinio del Comune di Borgoricco e con la collaborazione di Edu.C.A. APS ASD, Associazione Festeggiamenti San Leonardo, Febo Teatro e Amici della Cultura di Borgoricco.

Sponsor dolciario dell’iniziativa Le Noir Pasticceria, “dolci delizie per ogni occasione”.

Un lavoro di rete che conferma il valore di una comunità capace di mettere insieme istituzioni, realtà del territorio, associazioni e persone attorno a una visione condivisa.

E proprio nel settantesimo anniversario di Fondazione OIC, il pomeriggio di Borgoricco ha restituito attraverso giochi, progetti, incontri, doni e sorrisi un messaggio che guarda contemporaneamente alla storia e al futuro: la cura attraversa le generazioni e diventa ancora più forte quando riesce ad aprirsi alla comunità, trasformando anche gli spazi in luoghi di relazione, autonomia e benessere.

Articolo di: Eleonora Passarella